Frankenstein (G.Del Toro, 2025): Recensione
Dal 7 novembre è in streaming su Netflix il nuovo film di Guillermo Del Toro, regista noto e che ha diretto il film premio oscar La forma dell'acqua.
Il cast è di tutto rispetto e i suoi assoluti protagonisti sono Jacob Elordi e Oscar Isaac, oltre al premio Oscar Christoph Waltz.
Frankenstein non ha bisogno di presentazioni ed è, ovviamente,tratto dal celeberrimo romanzo di Mary Shelley, ma parliamone.
Aggiornamento oscar: il film ha vinto durante la cerimonia del 16 marzo l'oscar per il miglior trucco e parrucco, migliore scenografia e migliori costumi.
Analisi
Un film che in pieno stile Del Toro si muove tra i toni cupi dell'horror e quelli distesi del dramma.
I colori scuri, le scenografie polverose e le alte torri ci fanno sentire in una fiaba, un romanzo fantasy d'altri tempi.
Non ci si chiede mai chi sia il mostro in questo film, è ben chiaro che sia l'uomo a manipolare tutto senza curarsi delle conseguenze delle sue azioni, anzi, rinnegando anche quello che crea con le sue mani se non lo soddisfa.
L'uomo che gioca a fare Dio non può che scottarsi profondamente, questo perché non può avere il dominio assoluto sulla vita e la morte,in quanto meschino e non del tutto sincero.
Sono più puri i mostri di chi li crea.
Un romanzo ambientato nell'800 che però parla ad un'umanità che oggi ancora ha sete di immortalità, a qualsiasi costo.
Moderno e disturbante.
-trucco-
L'attore australiano Jacob Elordi sta lavorando tantissimo ultimamente, basti pensare a Saltburn, Priscilla e all'imminente Cime Tempestose con Margot Robbie, che sarà nei cinema a febbraio 2026.
É molto alto e bello oltre che bravo, e qui maschera tutta la sua avvenenza per trasformarsi nel mostro più brutto che esista. La Cgi fa ben poco, sono le ore di trucco a renderlo così mostruoso.
Complimenti a lui per la scelta di accettare il ruolo mettendosi in gioco, e al truccatore Mike Hill, a cui darei un oscar.
-Scenografie-
Un po' troppo forse ma come non notare il certosino lavoro di Tamara Deverell, candidata all'Oscar per l'altro film inquietante di Del Toro, Nightmare Alley.
Ricostruzioni cariche e colori dai toni freddi e metallici che fanno sentire il freddo e il superfluo.
Neve mai così accecante e silenziosa, pallore dai toni vittoriani.
-costumi-
Un lavoro molto buono quello di Kate Hawley, che abbina letteralmente i colori dei vestiti dei personaggi all'ambiente circostante, splendidi gli abiti per Mia Goth, simili a insetti, con i colori della natura.
Contro:
- sopra le righe -
Sceneggiatura molto interessante ma che tralascia molto.
Regia sopra le righe, poco realistica e tanto evocativa.
Mia Goth col tipico aspetto vittoriano e il parruccone.
Tante sequenze tra lo splatter e il vomitevole decisamente evitabili, in moltissime sequenze del film.
La Cgi per gli animali niente di che.
Voto: 7,5



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