Frankenstein (G.Del Toro, 2025): Recensione
Dal 7 novembre è in streaming su Netflix il nuovo film di Guillermo Del Toro, regista noto e che ha diretto il film premio oscar La forma dell'acqua.
Il cast è di tutto rispetto e i suoi assoluti protagonisti sono Jacob Elordi e Oscar Isaac, oltre al premio Oscar Christoph Waltz.
Frankenstein non ha bisogno di presentazioni ed è, ovviamente,tratto dal celeberrimo romanzo di Mary Shelley, ma parliamone.
Analisi
Un film che in pieno stile Del Toro si muove tra i toni cupi dell'horror e quelli distesi del dramma.
I colori scuri, le scenografie polverose e le alte torri ci fanno sentire in una fiaba, un romanzo fantasy d'altri tempi.
Non ci si chiede mai chi sia il mostro in questo film, è ben chiaro che sia l'uomo a manipolare tutto senza curarsi delle conseguenze delle sue azioni, anzi, rinnegando anche quello che crea con le sue mani se non lo soddisfa.
L'uomo che gioca a fare Dio non può che scottarsi profondamente, questo perché non può avere il dominio assoluto sulla vita e la morte,in quanto meschino e non del tutto sincero.
Sono più puri i mostri di chi li crea.
Un romanzo ambientato nell'800 che però parla ad un'umanità che oggi ancora ha sete di immortalità, a qualsiasi costo.
Moderno e disturbante.
-trucco-
L'attore australiano Jacob Elordi sta lavorando tantissimo ultimamente, basti pensare a Saltburn, Priscilla e all'imminente Cime Tempestose con Margot Robbie, che sarà nei cinema a febbraio 2026.
É molto alto e bello oltre che bravo, e qui maschera tutta la sua avvenenza per trasformarsi nel mostro più brutto che esista. La Cgi fa ben poco, sono le ore di trucco a renderlo così mostruoso.
Complimenti a lui per la scelta di accettare il ruolo mettendosi in gioco, e al truccatore Mike Hill, a cui darei un oscar.
-Scenografie-
Un po' troppo forse ma come non notare il certosino lavoro di Tamara Deverell, candidata all'Oscar per l'altro film inquietante di Del Toro, Nightmare Alley.
Ricostruzioni cariche e colori dai toni freddi e metallici che fanno sentire il freddo e il superfluo.
Neve mai così accecante e silenziosa, pallore dai toni vittoriani.
-costumi-
Un lavoro molto buono quello di Kate Hawley, che abbina letteralmente i colori dei vestiti dei personaggi all'ambiente circostante, splendidi gli abiti per Mia Goth, simili a insetti, con i colori della natura.
Contro:
- sopra le righe -
Sceneggiatura molto interessante ma che tralascia molto.
Regia sopra le righe, poco realistica e tanto evocativa.
Mia Goth col tipico aspetto vittoriano e il parruccone.
Tante sequenze tra lo splatter e il vomitevole decisamente evitabili, in moltissime sequenze del film.
La Cgi per gli animali niente di che.
Voto: 7,5



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