Michael (A.Fuqua, 2026): Recensione

         



Il 22 aprile é uscito in Italia il più atteso dei biopic: Michael.
Diretto da Antoine Fuqua e con Jaafar Jackson, nipote del re del pop, Colman Domingo e Nia Long.
É un grande campione d'incassi, e a fronte di un budget di 155 milioni, ne ha già raccolti oltre 700 nel mondo, andando anche benissimo in Italia, dove sfiora, al momento, i 20 milioni di euro.
É uno dei film del momento,oltre che un grande bersaglio di critiche e supposizioni.

Analisi  

Non sono un fan di Michael Jackson, ne conosco molto bene la storia, le questioni legali, musicali, familiari e anche religiose, ma non ascolto spesso la sua musica, quindi ho guardato il film con uno sguardo piuttosto disincantato, senza aspettarmi un capolavoro e nemmeno un prodotto da buttare via.
Michael é il film con cast black del momento, e questo é positivo, proprio in un periodo in cui é un film con cast quasi completamente afro discendente come I peccatori, ad essere stato al centro degli Oscar.
In un mercato saturo di biopic (Freddy Mercury, Bob Dylan, Amy Winehouse e chi più ne ha più ne metta) questo risulta il più atteso, la favola da tutti attesa e sognata, che ci propone un'immagine di una star del tutto priva di : malizia, pulsioni, peccati e ombre.


Pro:

-musica-

Le scene musicali, le coreografie, sia nella parte dedicata ai Jackson five, sia a Michael in quanto solista, sono epiche.
Si può essere fan o meno, ma sono travolgenti, sembra davvero di stare lì.
Le scene di Thriller e di Bad sono gli apici assoluti del film, sublimi.

-Jaafar Jackson e Colman Domingo-

Il protagonista non é bravo a recitare, ma balla da Dio e si percepisce chiaramente il grandissimo e pesante lavoro che ha fatto per prepararsi,i miei complimenti.
Colman Domingo invece, Joseph Jackson, é un attore assurdo e che regala al suo personaggio delle sfumature inquietanti, e che trasmette forza e debolezza allo stesso momento, davvero un ruolo perfetto per lui, e difficile da portare a casa senza suscitare eventuali controversie.

-baby Michael  -

Juliano Krue Valdi, ragazzino 11enne che ha interpretato il giovane Michael é una rivelazione.
Bravissimo, espressivo, talentuoso e chi più ne ha più ne metta.
Davvero un attore in erba da tenere d'occhio, oltre ad essere un ballerino eccellente.
É la cosa più bella del film.

-Trucco-

Il trucco é non perfetto ma efficace.
In alcuni momenti dimentichi totalmente che Jaafar Jackson non sia il vero Michael.
Ci sono dei profili, delle coreografie che, complici le ombre, creano un'assurda magia.
Complimenti.

Contro:

-per i fan-

Non é un film che racconta qualcosa in più , non c'è alcuna audacia, guizzo di sceneggiatura.
L'unico personaggio veramente approfondito é Michael, i fratelli sono quasi delle comparse e, tipo i sette nani, non ti ricordi chi é chi, semplicemente si sono dimenticati di scriverli.
La madre ci sta ma sparisce davanti al talento dell'attore che interpreta Joseph, ha delle scene molto iconiche, tipo quella in cui parla di Geova (la famiglia Jackson fa parte del movimento dei Testimoni di Geova).
Se sei un fan ami di sicuro l'immagine di Michael come eterno bambino, uomo senza peccato ecc, se sei solo un curioso non vedrai la tua curiosità soddisfatta.
Quante cose sono state ridotte ad una battuta, ad un'inquadratura o tagliate del tutto?
Sceneggiatura totalmente insufficiente.


Voto: 7


Commenti

  1. Finché ci sono le scene musicali il film è incredibile, i concerti dal più piccolo al più grande ti avvolgono e ti sembra proprio di essere lì. A me le canzoni piacciono ma non sono quel tipo che se le ascolta costantemente, d'altronde non possono non piacerti le canzoni di Michael. Il problema del film è quando non si canta ma si parla, scene vuote e mosce tranne quelle in cui c'è il padre che ti fanno perceperire tutto quello che ha provato Michael. Me lo dovrei riguardare in lingua originale perché doppiato, ahimè, mi ha fatto cagare. Mi trovo d'accordo con il voto!

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