Killers of the flower moon (M. Scorsese, 2023): Recensione

 





Ad ottobre é uscito in sala Killers of the flower Moon, e dal 26 gennaio é disponibile in streaming su Prime Video, il film é stato accolto tiepidamente dal pubblico, non pareggiando neanche le spese di budget, ed é una produzione Apple plus.

Il lavoro é un sudato (e sofferto) risultato dell'impegno di Martin Scorsese, che nessuno voleva distribuire perché troppo "caro".

Il regista l'ho particolarmente apprezzato per  Taxi driver, The departed, Hugo Cabret e Shutter Island. Ha lavorato tantissimo con Leonardo Di Caprio, cosí come in questo film, é per lui una sorta di "musa ispiratrice".

Le riprese sono avvenute ben tre anni fa, nella contea di Osage, e la sceneggiatura é tratta da un romanzo "Gli assassini della terra rossa".

La nativa americana Lily Gladstone ha già vinto un Golden Globe lo scorso 7 gennaio per la sua interpretazione, chissà se porterà a casa anche l'oscar, (tutte le nomination agli Oscar 2024: QUI).


-analisi-

Questo lungometraggio ha uno scopo chiaro e preciso: mostrare un punto di vista diverso.

La storia delle popolazioni indigene degli Usa é stata talmente romanzata negli anni che i nativi americani sono passati alla storia come il nemico.

In particolare nei western i coraggiosi cowboys vengono ostacolati dai "pellerossa" assetati di sangue e che vogliono scacciarli dalla loro terra, dei selvaggi, senza cultura e senza intelletto. Questa versione erronea ci ha messo molto a sparire, e la verità ci ha messo ancora di più a venire a galla.

Attraverso questa storia vediamo solo una parte di quando male sia stato fatto dagli americani agli indigeni, e Scorsese fa un'operazione importante e a suo modo rivoluzionaria, finalmente qualcuno ha avuto mezzi e coraggio per farlo.

Pro:



-cast -

Mentre trovo la recitazione di Di Caprio, attore che io apprezzo veramente molto (in particolare per The Aviator, Shutter Island, Don't look up, Django Unchained e Titanic), un po' stanca ...De Niro é qualcosa di incredibile.
Misurato, intelligente, talentuoso e doppiato magistralmente, il suo é il personaggio più incisivo e interessante.
Di Caprio non é stato candidato all'Oscar, De Niro si.
La vera scoperta é Lily Gladstone, dall'espressività misurata, appena accennata, ma dal ruolo forte e dal personaggio importante.

-scenografia e costumi -

Ricostruzione accurata e perfetta, costumi bellissimi e in pieno contesto storico, eccellenti scenografie, eleganti, polverose, che sembrano quasi d'epoca.

-musica-

Ottima atmosfera western, ma in un film che ribalta le regole del genere.
La musica é bellissima, cullante e giusta.
Sembra davvero di vedere i film dei saloon, delle scazzottate e delle sparatorie, non si sarebbe fatta scelta migliore. Aspetto classico, messaggio nuovo.



Contro:




-ingredienti-

Prendi uno dei migliori registi di sempre, un cast con premi oscar, nuovi talenti, la  costumista di Dune, Argo, The tree of Life e il curioso caso di Benjamin Button, una storia drammatica, forte...miscela bene...poi aggiungi una sceneggiatura didascalica, tre ore e mezzo di durata, noia, lentezza...e avrai questo film. Gli ingredienti ci sono tutti ma sono usati male. 
Un film non può durare oltre tre ore.
Un film non può essere privo di ritmo.
Un giallo non può essere svelato dall'inizio, bello, importante, ma non lo vedrò mai più.



Voto: 6,5


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