Challengers (L. Guadagnino, 2024): Recensione

  




Il 24 aprile è uscito in sala in Italia l'attesissimo film di Luca Guadagnino, acclamato regista di Chiamami con il tuo nome.
Challengers ha come protagonista la star del momento : Zendaya, ancora in sala con uno dei film più di successo del 2024, cioè Dune Parte 2, e che si sta pian piano facendo valere sempre di più nel panorama Hollywoodiano.
Accanto a lei nel cast anche il bravo Josh O'Connor (che io ho apprezzato in The Crown) e Mike Faist, noto per West side story.
Il film é stato girato nel 2022, ed era piuttosto atteso.
Parliamone.  

-analisi e regia -

Guadagnino é un regista che ama usare la materia prima fondamentale: gli attori.
Il corpo degli attori é il centro e il fulcro di questo suo lavoro come di altri, e le loro espressioni, i loro muscoli, i loro sorrisi,le loro cicatrici e perfino il loro sudore sono la scenografia più potente della regia di Guadagnino.
Challengers si muove in un continuo gioco di ruolo, in cui in palio non c'è la vittoria sportiva ma la vittoria nella vita.
Con flashback e flashforward (andando quindi avanti e indietro lungo la vita dei protagonisti) percorriamo la loro psiche e capiamo le loro scelte, in un continuo "lanciarsi la palla", dando all'altro la possibilità di recuperare o la possibilità di sbagliare.
Un gioco a tre in cui nessuno sembra davvero felice e realizzato, dove il tennis non é solo un lavoro o una passione ma unica cosa di cui si possa parlare.
Tutto viene dopo il tennis e i sentimenti sembrano essere troppo impegnativi, soprattutto per la protagonista.
Un lavoro sensuale e profonda riflessione sul diventare adulti e far valere le proprie decisioni e la propria autodeterminazione.





Pro:

-musica-

La musica dei premi Oscar Reznor e Ross (premiati per The social network nel 2011 e per Soul nel 2021) é potente.
Aggressiva, contemporanea dalle sonorità elettroniche, accompagna gesti dei personaggi, partite e decisioni importanti.
Invade la scena prepotente e non sovrasta mai i dialoghi.
Musica e suoni ottimi.

-attori-

I tre protagonisti hanno dato veramente tutto.
Vediamo ogni angolo del loro corpo, fin dall'inizio, e mostrano anche le loro imperfezioni, senza alcun tipo di censura.
Le cicatrici ci ricordano che loro, belli e atletici, non sono perfetti e non possono esserlo.
Interessante il lavoro fatto sui personaggi ma ottima anche la resa attoriale, sono tutti e tre molto generosi e si percepisce la fiducia nei confronti del regista.

-scelte-

Mi é piaciuta molto la soggettiva della pallina, così come la soluzione del flashback, aiuta a comprendere cosa si annidi sotto le vite dei protagonisti.
Non amo lo sport e non conosco bene il tennis, ma il film non mi ha annoiato mai.

-outfit-

I costumi raccontano i vari stadi della vita dei personaggi e, quando sono adulti, ci racconta il loro ceto sociale.
Art e Tashi sono sempre ben pettinati e vestiti firmati, Patrick dorme in macchina e ha sempre gli stessi vestiti.
Non sempre nei film ambientati ai giorni nostri  c'è molta cura per i costumi, qui é evidente, complimenti al costumista Anderson.
Contro:
 
-sceneggiatura-

La regia é particolare e ha un taglio personale che a me piace.
Trovo la sceneggiatura carente in alcuni punti, il finale é lasciato un po' alla libera interpretazione degli spettatori, e non si comprende la reazione di Tashi (Zendaya) , non voglio fare spoiler ma...ah zendá...che te ridi?


Voto: 7

Commenti

  1. Zendaya dove la metti diventa meravigliosa ma (sì, c'è sempre un ma🤣) non mi entusiasma molto questo film, penso ad un dramma adolescenziale che potrei trovare senza problemi su qualsiasi piattaforma streaming.

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