-analisi-
Mare Fuori é una produzione che già dal 2020 fa faville, arrivata alla quinta stagione. Complice lo stile fresco, le storie interessanti e la distribuzione anche su Netflix, che ha permesso anche a chi é meno avvezzo alla TV generalista di fruire della serie.
I personaggi iconici delle prime stagioni non ci sono più e aleggiano solo tra le battute dei personaggi o nei sogni e nei flashback.
Flippo, Carmine, Edoardo, Ciro e Naditza, interpretati rispettivamente dai giovanissimi (all'epoca poco più che ventenni): Nicolas Maupas, Massimiliano Caiazzo, Matteo Paolillo, Giacomo Giorgio e Valentina Romani, rimangono iconici e sono, a mio parere, indimenticabili.
Mare fuori nasce per parlare della dura realtà giovanile campana, dei loschi giri in cui i ragazzi, ancora minorenni, vengono coinvolti per onore, per famiglia...per nascita. Nel carcere arrivano però persone da tutta Italia, anche dal nord, mostrandoci che i giovani sono giovani e possono sbagliare, a prescindere da dove nascano.
La rieducazione del giovane é alla base della serie, gli educatori si battono per ri-dare ai giovanissimi una speranza.
La serie, tirata un pochino per le lunghe, fa fatica ma non troppo, e riesce a mantenere un buon ritmo.
Pro:
Da Sempre quando si prende parte ad una serie o ad un film di successo si fa fortuna in poco tempo ma poi, ahimè, si rischia di rimanere per sempre intrappolati nel ruolo che ha portato tutta quella fama .
Forse questo agli attori di Mare fuori non é successo. Tutti loro stanno lavorando, chi nel cinema (Valentina Romani ha doppiato un film Pixar, Elemental), chi nel teatro (Giovanna Sannino) chi nella musica (Clara, interprete di Crazy J, ha da poco partecipato a Sanremo e Matteo Paolillo é molto attivo nei live e come cantautore) e Massimiliano Caiazzo ha preso parte a due serie, Uonderbois e Storia della mia famiglia, ma non sono gli unici e potrei parlare ancora molto.
Ciò dimostra non solo che sono stati scelti ragazzi, all'epoca, di talento, ma anche con forza d'animo e molto spessore artistico, altrimenti si sarebbero adagiati sui loro personaggi senza mai discostarsi dalla serie.
Nella quinta stagione fanno il lavoro maggiore le due ragazze : Maria Esposito (Rosa) e Giovanna Sannino (Carmela), due moderne Thelma e Louise, intrepide e dai personaggi onestamente ben scritti.
Giovanissime e potenti.
Stefano Lentini , a partire dalla sigla e passando per ogni singolo episodio, usa la musica per raccontare emozioni e vicende dei personaggi, risultando riconoscibile e dando una fortissima identità alla serie. Uno dei più interessanti tratti distintivi. Lavoro di rara accuratezza.
-messaggio-
Fin dalla prima stagione i personaggi non sono mai ridotti solo alle loro storie o ai contesti in cui sono nati, ma la cosa più importante rimane sempre il futuro.
Educatori e comandante lavorano per garantire ai ragazzi un futuro migliore e per la loro riabilitazione in società, cosa che la maggior parte delle volte non viene sostenuta dalle famiglie.
É questo che deve rappresentare il carcere: una speranza di riprendere in mano la propria vita, come ad esempio in questa stagione cerca di fare, ancora una volta, Cardio Trap, interpretato da Domenico Cuomo.
-brodo allungato-
Come ho già detto un pochino di fatica si avverte, e sembra che debba uscire ogni anno una nuova stagione a tutti i costi, per continuare a "mungere" un prodotto che funziona.
Ancora funziona eh...ma il rischio che non si abbia più niente da dire é alto.
-dettagli-
Sorvoliamo sulla parrucca da Morticia indossata nelle prime puntate da Maria Esposito, la cosa che per me é un po' meno curata é la distribuzione degli eventi nel tempo (che scorrono lentamente) quasi per far crescere più "lentamente" gli attori, che non hanno più 17 anni da un po', si vede che non sono più da carcere minorile.
Voto: 7,5
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