Marty Supreme (J. Safdie, 2025): Recensione

 



Finalmente il 22 gennaio è uscito in sala il nuovo film di Josh Safdie con un ricco ed interessante cast con: Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Abel Ferrara e Kevin O' Leary.
Sembra tra i favoriti per le prossime premiazioni agli oscar, dove ha raccolto ben nove nomination, e riveste degnamente la quota, pressocché annuale, dedicata a protagonisti di fede ebraica nel periodo storico a cavallo tra la prima e la seconda metà del XX secolo.
Si tratta della storia vera di Marty Reisman, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo. 
Ha ricevuto il 90% delle recensioni positive, e nel mondo ha già racimolato oltre 100 milioni di dollari, a fronte di un budget di circa 65 milioni.

Analisi  

Gli Academy propongono ogni anno un film che abbia al centro la vicenda di un personaggio di origini ebraiche o di ricostruzione storica sulla Seconda guerra mondiale, lo scorso anno erano The Brutalist e A real pain, l'anno prima La zona d'interesse, l'anno prima ancora The fabelsman.
Quest'anno c'erano Norimberga e Marty Supreme.
Norimberga é un film bellissimo e molto forte, ma forse non é stato reputato interessante dall' Academy perché non é stato un successo importante al botteghino ed é andato bene solo nel mercato europeo, ed é proposto in un genere e in un formato classico, forse superato?
Marty Supreme invece ci racconta:
Una rivalsa a metà, una storia d'amore a metà, amicizie a metà, famiglia a metà, lavoro a metà.
Marty rincorre i suoi sogni ma non conclude mai veramente niente, cerca attenuanti per tutti i suoi fallimenti, e anche se é un inetto si finisce per fare il tifo per lui.
Rimbalzato, come una pallina, da una situazione all'altra, in un estremo spirito di adattamento, cerca di sopravvivere, facendoci entrare nella sua vita sgangherata ma che, alla fine, ci piace quasi.
Pro:

-Timothée Chalamet-

Questo ragazzo genera successi.
É il protagonista della saga di Dune (i primi due film insieme superano il miliardo di incassi ed é in produzione il terzo), protagonista di Wonka (600 milioni), ed é, a soli 30 anni, alla sua terza nomination all'Oscar.
E stavolta deve vincere.
La sua interpretazione di Marty é perfetta, é nervoso, scattante, ironico, autoironico, cinico, generoso ma avaro, povero ma ricco, bugiardo ma sincero, ebreo ma prende in giro gli ebrei.
Un'interpretazione magistrale e credibile in ogni sua parte.

-Cast-

Elegantissima e con bei costumi (candidati all'Oscar) Gwyneth Paltrow, ma mi é rimasto nel cuore Abel Ferrara.
Il suo personaggio é presentato come fragile ed affettuoso, quasi con fare paterno, ed é il peggiore di tutti, a livello morale e legale.
Davvero iconico e a mio parere avrebbe meritato una nomination.


-regia e sceneggiatura-

Il ritmo di questo film è incredibile.
Il regista ci mostra il necessario e la sceneggiatura affronta decine di situazioni dando a tutte stessa dignità ed importanza,così come ai personaggi.
Prodotto dal montaggio serrato, regia personale, che rimbalza da una parte all'altra.
Bello.

-costumi-

Non sono d'accordo con alcune scelte degli Academy quest'anno, ad esempio Wicked meritava una nomination per i costumi a mani basse, ma quelli di Marty Supreme sono davvero adatti, precisi ed inerenti.
Ci raccontano la classe sociale dei protagonisti.
Contro:

- durata-

Non mi piace quando i film durano troppo.


Voto: 10

Commenti

  1. Ottima recensione e analisi!

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  2. Vedere che dai un 10 può solo farmi dire "Sto film va visto assolutamente a prescindere se ti piaccia o meno il genere x". Per come lo hai descritto sembra veramente interessante, cercherò di recuperarlo quanto prima soprattutto se affronta comunque tematiche "storiche" che nell'ultimo periodo queste tipologie di film si sono distinte particolarmente. In ogni caso recensioni sempre al top come sempre!

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