Avatar 2, la via dell'acqua (J. Cameron, 2022): Recensione

 

Quando è uscito il primo Avatar, in Italia esattamente il 15 gennaio 2010, io ero lì, come un ossesso, con gli occhialetti 3D ad attendere con tutto il cuore la visione di questo preannunciato capolavoro, essendo io un grandissimo estimatore di James Cameron (ci ho fatto la tesi di laurea sopra).

Avatar l'ho visto due volte in sala, ne ho acquistato due diverse versioni home video e rivisto varie volte nel corso di questi 12 anni, lo trovo invecchiato benissimo, proprio come Titanic.

Ha incassato quasi tre miliardi nel mondo e il suo sequel ha superato i due. BUONO.

James Cameron, che è un visionario sempre all'avanguardia, ha scelto di proseguire la storia raccontata nel primo lungometraggio e lo aveva annunciato fin dall'inizio, ma tra produzioni dai tempi biblici e tecnologie ancora non AVANZATE come da lui richiesto, abbiamo assistito all'arrivo del sequel in sala solo dopo tutto questo tempo.

Ne è valsa la pena?

Pubblico oggi questa recensione perché domani, 7 Giugno, uscirà su Disney plus in streaming e so che molte persone lo recupereranno.

Pro:


-Esperienza visiva-

Neytiri e Jake Sully, rispettivamente Zoe Zaldana e Sam Worthington, hanno messo su famiglia, la quale è anche allargata, ma la minaccia degli umani li porta ad abbandonare l'amata foresta per dirigersi in posti più sicuri, cioè presso i popoli che vivono a stretto contatto con l'acqua.

La foresta, la sua fauna e vegetazione, e dopo il mare e tutto ciò che lo abita, sono meglio di qualsiasi documentario che io abbia mai visto. Cameron crea un mondo, con propri equilibri, leggi, nomi e particolarità. Ogni foglia è parte di un perfetto mosaico che rende il tutto perfetto, incantevole, luminoso.

La fotografia è la perfezione, così come le scenografie. E' un viaggio vero e proprio in un mondo nuovo e sconosciuto.

-Musiche-

La colonna sonora di Simon Flangel è una musica che ti prende per mano e ti guida per tutta la visione del film, facendoti avvertire un'atmosfera quasi di sacralità.

La canzone del primo film, I see you di Leona Lewis è bellissima, ma lo è anche Nothing is lost di The Weeknd, che chiude il film con possenza.

-Morale-

Così come il primo capitolo questo lungometraggio si pone in un atteggiamento di forte critica nei confronti dell'atteggiamento umano, l'uomo, da sempre ma oggi più che mai, punta ad avere: potere, soldi e fama. La conquista di Pandora, pianeta immaginario dove è ambientata l'intera vicenda, rappresenta proprio la volontà di annichilire la cultura altrui, deturpare i beni del prossimo, per farli propri, in un atteggiamento di egoismo, dispotismo e tirannia.

Riflettere sul rispetto dell'ambiente, degli animali, del diverso...questo è lo scopo della sceneggiatura e ...ci riesce.

Contro:



-La durata-

Il film dura circa 19 ore, no vabbè scherzo ma ci siamo vicini, dura esattamente 3 ore e dodici minuti, e vi assicuro che si perde eccessivamente su alcuni dettagli, situazioni, pesci, balene, coralli, pesci, balene, coralli, balene...sarebbero bastate due ore.

Al cinema come ho detto è comunque un'esperienza visiva, quindi queste tre ore e passa sembrano quasi splendide, ma ve lo immaginata su Disney Plus?

-La sceneggiatura-

Vista la poco fantasiosa, seppure valida, sceneggiatura del primo capitolo, mi aspettavo un po' più di impegno nell'intreccio narrativo di questo film, ma non c'è. Alcune scelte di trama sembrano scontate e prevedibili, il tempo per raccontare più cose e meglio lo avevano tutto, perché ripeto...dura 86 ore.

Nonostante tutto ve lo dovete vedere.

Voto: 8,5

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