La Sirenetta (R. Marshall, 2023): Recensione

 


Dal 24 Maggio è naufragato nelle sale cinematografiche italiane l'ennesimo live action Disney, stavolta basato su uno dei classici di animazione più amati di sempre: La Sirenetta del 1989.
La protagonista è una delle principesse Disney più amate e da sempre icona di vivacità, bellezza e simpatia.
Il classico è ricordato da tutti per le canzoni iconiche ("Under the sea" e "Kiss the girl" ad esempio) e per i personaggi, come il granchio Sebastian e il tenerissimo pesciolino Flounder.
Il live action è in produzione già da diversi anni e ha sollevato da subito diverse polemiche per due motivi in particolare: l'etnia dell'attrice scelta per interpretare Ariel (Halle Bailey è afrodiscendente) e la CGI eccessivamente realistica degli animali co-protagonisti, poi si sono rincorse polemiche meno rilevanti in merito a piccole modifiche di trama o a variazioni di alcuni dei testi delle canzoni originali.
Ho seguito, fin dal 2019, ogni polemica, ogni notizia, per arrivare poi alla conclusione che non mi interessava di illazioni o previsioni, e avrei aspettato l'uscita del film in sala con curiosità.
Quindi parliamo del film e dimentichiamo le polemiche.
Perché a me del fatto che Ariel è di un'altra etnia non frega niente, così come delle eventuali modifiche di trama che qui sono irrilevanti, è identico alla versione animata.
Pro:


-Canzoni-
Ho trovato tutti i momenti musicali molto belli, curati e convincenti. Le voci dei protagonisti in originale mi piacciono molto, a parte quella di Melissa McCarthy che interpreta Ursula, infatti il suo momento musicale "Poor unfortunate souls" risulta molto più godibile in italiano.
Halle Bailey ha un talento innato e canta come un usignolo, Jonah Hauer-King, cioè il principe Eric, è penalizzato dal doppiaggio italiano. La sua canzone "wild uncharted waters" è molto bella ma in italiano sembra una parodia, e lui nella scena è stato diretto malissimo e sembra uno Zac Efron qualsiasi che si dimena guardando verso un non molto chiaro orizzonte.
"Kiss the girl" e "Under the sea" sono le scene più iconiche del film, c'è la giusta fotografia, la giusta atmosfera ed è tutto perfettamente on point.

-CGI-
Sebbene gli animali in CGI, come già detto, siano terrificanti, non possiamo non valutare la bellezza del fondale marino, dei capelli di Ariel e delle sue sorelle, che sott'acqua sono ipnotici.
I tentacoli di Ursula, con la luce al neon danno molto carattere alla sua recitazione a volte piatta e accennata.
La coda di Ariel anche è bella e così anche quella di Re Tritone, interpretato da Javier Barden.

-Il cast-
Ho trovato perfettamente nella parte sia i due protagonisti, belli, bravi, giovani e secondo me legati da una particolare intesa, ma la vera SCOPERTA di questo film è qualcun altro: Jessica Alexander, che interpreta Ursula nella sua versione umana Vanessa, è sensazionale.
Aggressiva, eccentrica, folle.
La sua Vanessa rimane in scena per pochi minuti (avrà girato tutto in un pomeriggio con merenda compresa e cena subito dopo per salutare tutti), ma ha portato a casa un'interpretazione che oscura tranquillamente quella di attori più esperti che fanno parte di questo cast.

-la fotografia-
Ma che vi criticate la luce?
Certo che è scuro, siamo NEL FONDALE MARINO! Vi aspettavate i lampioni?
La luce è bella, ci sta, è giusta.


Contro:

-Realismo eccessivo-

Ci eravamo già tristemente abituati con il "live action" de Il re leone del 2019 all'eccessivo realismo della Disney stile animali imbalsamati.
Se il realismo è ciò che cercate questo film non vi deluderà, gli animali sono totalmente inespressivi.
Se coi cuccioli di leone si poteva fare qualcosa coi pesci risulta veramente impossibile, e vederli parlare o cantare è cringe a dir poco.

-look dei personaggi-

Sebbene apprezzi moltissimo i look sia delle sorelle di Ariel (anche se sono del tutto inutili come personaggi), di re Tritone (che ha una bellissima armatura) e la coda di Ariel stessa ci sono molte cose "sulla terra" che funzionano molto meno.
I due vestiti in croce di Ariel sono brutti, non richiamano minimamente ai vestiti iconici della versione animata e la fascia che le mettono in testa la fa sembrare una lavapiatti sottopagata.
I capelli di Ariel sono color morte (un ruggine spento) e i dread se in acqua sono belli (grazie al cavolo...sono in CGI), da asciutti sono un cespuglio indomabile.
Eric ha un vestito solo, una sorta di casacca sempre aperta a mostrare il petto pallido, ma ha i capelli fighi.
Per non parlare dei sandaletti che indossa Ariel, per i quali ho una repulsione.
I sandaletti puoi indossarli in due casi: hai meno di dieci anni...o sei un sacerdote. Il trucco di Ariel e di Vanessa è bello, ma quello di Ursula non del tutto.

Nonostante tutto io mi sono divertito al cinema, ho cantato e riso, anche se mia moglie mi odiava per questo.

Voto: 7,5.



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