L'estate più calda (M. Pilati, 2023): Recensione.

 




Dal 6 Luglio è uscito su Prime Video il nuovo lungometraggio estivo firmato da Matteo Pilati, film molto atteso soprattutto per il cast, tra cui spiccano: Gianmarco Saurino, nei panni del protagonista Don Nicola, Nino Frassica, Michela Giraud, Stefania Sandrelli e le esordienti Nicole Damiani e Alice Angelica, nei panni rispettivamente delle 19enni Lucia e Valentina.

La riprese hanno avuto luogo in Sicilia (a Ragusa nello specifico) e in parte a Roma, nel corso del 2022. Vediamo se vale la pena guardare questa novità tanto spammata su instagram.

Pro:




-leggerezza e ambientazione-

Fa un caldo assurdo, e per un tipo come me non c'è niente di meglio che mettersi sul divano, ventilatore tattico puntato in faccia, e filmetto poco impegnativo in tv.
Non amo molto l'offerta di Prime Video e preferisco Netflix e Disney Plus, ma di questo film si è un po' parlato e quindi la curiosità ha vinto.
L'estate più calda è leggero, estivo, non impegnativo e dura 1 ora e 35 minuti, il che lo rende appetibile ai miei occhi. Si tratta proprio del classico intrattenimento da 35 gradi all'ombra.
Bellissima la Sicilia, bellissime le ambientazioni.

-la musica-

Mi piace molto il fatto che la Michielin canti la canzone principale del film, si tratta di "Fulmini addosso", non è esattamente una hit ma accompagna molto bene la scena a cui fa da sottofondo.
Molto carina anche la rivisitazione di alcune canzoni prettamente da parrocchia e da grest (centro estivo).

-il cast-
Gli attori non sono male, le due protagoniste sono carine e abbastanza brave, anche se molto giovani, Gianmarco Saurino è bello e bravo ma percepisco il fatto che se la tiri di brutto, troppo.
Credici di meno.
La Sandrelli a me non piace, ma nel ruolo della perpetua pettegola ci sta, e Frassica è molto credibile nel ruolo del sacerdote esperto ma rimbambito.


Contro:





- sceneggiatura-

Veramente banale, non vi spoilero la situazione ma è seriamente una banale storia d'amore.
Una love story calda ed eccitante tra un'aspirante sacerdote quasi trentenne ed un'animatrice 18enne dell'oratorio...mi sembra anche fantascientifica, di preti come Saurino ce ne stanno penso 1 su 1000.
Chi non conosce la realtà parrocchiale sicuramente comincerà a pensare che il prete ci provi con tutte le ragazze dei gruppi cresima, rischiando di generalizzare.
Non solo il finale è brutto, inconcludente, privo di fantasia, ma getta due o tre stereotipi veramente pericolosi. La chiesa come istituzione è già molto criticata, spesso con ragioni fondate, ma la realtà dell'oratorio, dei campi estivi, è talmente bella e importante che si sarebbero potuti risparmiare sta roba.

-personaggi bidimensionali-

Don Nicola (Saurino) e Lucia (Damiani) sono ben approfonditi, lui ha un vissuto interessante, lei no, ma sono ben spiegati, gli altri no.
Chiunque risulta una comparsa, un'inutile figurazione speciale, per me hanno tagliato delle cose nel montaggio definitivo perché si sono resi conto che faceva pena e che conveniva farlo durare poco.
Michela Giraud anche, sacrificata, peccato...io l'ho praticamente visto per lei.



Voto: 5,5


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