Jeanne du Barry - La favorita del re (Maiwenn, 2023): Recensione

 



Dal 30 agosto è uscito il sala in Italia il nuovo film della regista e sceneggiatrice francese Maiwenn, presentato a Cannes in apertura nel maggio 2023 e girato tra Parigi e Versailles l'anno scorso. Questo film ha segnato il ritorno sulle scene cinematografiche di Johnny Depp dopo la sventurata questione di diffamazione e violenza domestica affrontata con l'ex moglie.

L'attore di Pirati dei Caraibi ne è uscito un po' invecchiato, un po' appesantito. Nel corso dell'estate (da fine giugno fino al 16 settembre) è stato possibile vedere tutti i film di produzione europea in sala a soli 3,50 euro, e io e un mio amico per curiosità siamo andati a goderci questo lungometraggio storico. Il film è ancora in sala, anche se non ha registrato grandissimi numeri, e sta a quota 11 milioni di incasso globali per ora.

Ma parliamo del film.

Pro:



-Johnny Depp-

Per me unico motivo per cui qualcuno possa aver deciso di avventurarsi in sala.
Depp, sebbene non sia uno dei miei attori preferiti, sebbene secondo me dia la stessa caratterizzazione alla maggior parte dei suoi personaggi (ad esempio Jack Sparrow e il cappellaio matto sono interpretati allo stesso modo) ancora riesce ad avere un buon seguito.
Anche durante il processo vissuto contro la moglie (che ho visto su Netflix) i suoi fan non l'hanno mai abbandonato, e sono contento che sia tornato a lavorare.
L'attore non ha più la forma di un tempo ma ha una bella forza espressiva, un'ironia nella recitazione e uno sguardo magnetico che lo rendono unico.
Depp ha recitato in francese (che è la lingua originale del film) senza apparente difficoltà, tenendo praticamente il film per i capelli.

-la fotografia-

Il taglio classico e la fotografia di Laurent Dailland aiutano a comprendere i personaggi.
Jeanne è presentata all'inizio nell'ombra, come a voler sottolineare la sua provenienza quasi oscura, da nascondere, il re invece viene visto dalla protagonista avvolto da luce e oro, ma nel loro primo incontro regna il buio, a voler indicare il peccato che li caratterizza.
Mi piace questo gioco sulle relazioni, mi piace che la vita del re venga mostrata in toto al personaggio di Jeanne (interpretata dalla regista), ma che allo stesso tempo le venga tenuta lontana, perché non degna.
Lei ha l'amore del re, ma l'apparenza vale molto di più.

-i costumi-

Ho trovato i costumi piuttosto belli, nulla di esorbitante, ma in produzioni simili ho visto creazioni ben più notevoli.


Contro:



- soggetto-

Non ho trovato interessante l'idea.
Non sono appassionato di storia francese, ma secondo me anche la stessa protagonista, interpretata dalla regista, non è stata valorizzata dalla regista...un vero e proprio paradosso.
Jeanne è un personaggio arrivista, non del tutto positivo.
Re Luigi XV è un uomo bugiardo, che pensa solo ai propri interessi e non è neanche così devoto alla sua favorita (che è poi non solo un'amante, ma anche un trofeo da sfoggiare).
Diciamo che la parte romantica é forzata.

-scenografia-

Siamo a Versailles eppure io percepisco scantinato.
Siamo in un palazzo e io percepisco aula scolastica.
Non ho altro da dire.



Voto: 6


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