Self ( S. Kahsay Huluf, 2024): Recensione

 


La bellezza dei corti Pixar è da sempre una garanzia, negli anni ho apprezzato moltissimo Float, Una vita da Dug, Parzialmente nuvoloso, Lava, Piper e 22 contro la terra. Voi ne avete apprezzato qualcuno in particolare?
Self, uscito su Disney Plus il 2 febbraio, è parte di un ampio progetto che si chiama SparkShorts, e comprende titoli come La Tana e Nona.
La regia e la sceneggiatura sono di Searit Kahsay Huluf, e la musica è di Jennifer Rowekamp. Gli Sparkshorts durano molto poco, questo nello specifico circa 7 minuti, e sono tutti progetti che gli animatori pixar hanno sei mesi di tempo per realizzare con budget limitato, ma parliamone.

-analisi e trama-

Un po' Pinocchio, un po' Wes Anderson.
Il corto si muove in un mix di inquietudine e tenerezza, con una stop motion fine e dalla resa eccellente, sembra tutto molto fluido e senza i movimenti a scatti tipici della tecnica.
La nostra protagonista è l'unica marionetta di legno in mezzo ad un gruppo di coetanei fatti di una sorta di porcellana dorata che comunicano facendo suonare, come un campanello, il loro corpo.
Lei si sente diversa, on riesce a comunicare con loro, e, quando le si rompe una mano, chiede al cielo di poterne avere una nuova e...sorpresa: ne riceve una di quel materiale speciale, e poco a poco gli arrivano tutti i pezzi del corpo, lei cambia totalmente e può iniziare a parlare con chi l'ha sempre ignorata.
Ma come andrà a finire?
Sette minuti di analisi metaforica su chi siamo, sull'auto accettazione e sulla presa di coscienza di chi si è veramente.
Vale la pena o meno di cambiare tutto di se stessi solo per essere accettati?
 


Pro e contro




-tecnica-

Come già detto siamo davanti ad un cortometraggio con tecnica ibrida, in un incontro tra CGI e stop motion, diretto da una giovane regista che ha lavorato al montaggio di piccoli gioiellini come Soul o Red (uscito proprio in questi giorni per la prima volta al cinema, dopo la distribuzione solo in streaming nel periodo della pandemia). Self è bello da vedere, immediato ed efficace, in un'animazione elegante.

-messaggio-

Percepiamo fin da subito la sofferenza della marionetta, che non solo non riesce a comunicare con gli altri, ma è anche non vista, non notata, in una metafora con la paura del diverso e la difficoltà che ha ancora oggi la nostra società nell'integrare culture differenti e codici nuovi.
Importante riflettere ancora su tutto ciò e questo cortometraggio lo fa con intelligenza e senza troppe pretese, riprendendo il Pinocchio di Collodi, che sogna di diventare un bambino come tutti gli altri.

-musica-

Musica dai toni classici e drammatici, con un piano che accompagna ogni momento, scandendo attimo dopo attimo, e descrivendo l'emozione del personaggio, in un cortometraggio senza parole.
Le parole non servono.

-inosservato?-

Si è parlato molto poco di questo lavoro, se non per niente, ed è un peccato che questi progetti interessanti e con così tanta potenzialità vengano tenuti un po' nell'ombra.
Anche se molto, troppo, breve, vi consiglio veramente di vederlo.




Voto: 8+

Commenti

  1. Grazie consiglio, andrò subito a vederlo! Poi torno a commentare 😄

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