Luca (E. Casarosa, 2021): Recensione

   




Il 25 aprile è uscito per la prima volta in sala il film Pixar Luca, di Enrico Casarosa, qui al suo esordio alla regia.
Il film è stato disponibile sulla piattaforma streaming Disney Plus già dal 18 giugno 2021, mentre il mondo affrontava un duro periodo di pandemia, stessa sorte è toccata a Soul e Red, che sono, infatti, usciti recentemente in sala per la prima volta proprio come Luca.
Si tratta di uno dei pochissimi lavori Disney ambientati in Italia (gli altri sono Pinocchio e Cars 2), precisamente in Liguria, in pieno secondo dopoguerra.
Sono contento che sia stata data una nuova opportunità a questi lavori, che hanno risentito più di altri della loro mancata uscita in sala, così anche chi non ha Disney Plus potrà godersi questo piccolo gioiellino.
Ma parliamone.  

-analisi-

Luca, in un incontro tra Pinocchio e La Sirenetta, ci immerge in un'Italia del dopoguerra, dove, in una soleggiata estate, si pensa solo a due cose: mangiare la pasta e stare in piazza.
Il pallone, la vespa, il pesto, il gelato, i bambini a piedi nudi che gironzolano ovunque, senza i genitori accanto, perché tanto nel paese si conoscono tutti, e non può succedere nulla di male.
La semplicità della quotidianità del paese immaginario Porto Rosso in Liguria viene rotta da due, poi quattro, mostri marini, che a contatto con la terra prendono sembianze umane.
La paura del diverso a prescindere, solo perché differente, apre a molte letture.
Spesso la paura dello straniero sussiste solo perché non si conosce chi c'è dall'altra parte, se ne ignorano usanze, abitudini e regole.
L'uomo è così, preferisce affidarsi agli stereotipi che di buono hanno che semplificano il discorso, e di negativo hanno che rendono ogni forma di conoscenza solo accennata e spesso inesatta.
Luca, nel suo banale sogno di andare a scuola, ricorda Pinocchio, che sogna di diventare un bambino come tutti, Alberto è il suo Lucignolo, dedito allo svago e tanto solo, mentre quando Luca è un mostro marino in fondo al mare che guarda con ammirazione qualsiasi manufatto "umano" è Ariel che non teme ma ammira, che non odia ma ama.
Messaggio semplice ma efficace.




Pro:

-animazione-

I colori del mare, l'intenso blu e il verde acceso della pelle del protagonista sono meravigliosi. Luca è colorato e dall'animazione accurata e generosa.
Ogni immagine ha i vivi colori caldi di una cartolina estiva.

-L'Italia-

Molti hanno parlato di Luca come di un riassunto dei luoghi comuni sull'Italia, io non penso affatto questo.
L'Italia secondo me è stata rappresentata molto bene, pur restando calzante con l'immaginario collettivo.
Le vecchiette in piazza che si lamentano dei bambini che giocano, la semplicità di un buon piatto di pasta a tavola tutti insieme, il mare, la semplicità del conoscersi tutti, rimanda a valori positivi e dimenticati, che ho apprezzato con un sorriso.

-morale-

La Pixar riesce sempre a non essere scontata.
Recentemente con Elemental ci ha parlato della diversità, e lo ha fatto con la semplicità degli elementi naturali, che sembrano inconciliabili, qui lo fa con lo straniero "il mostro marino", non visto con curiosità ma con paura.
Quindi, si può ben dire, che il tema era stato ampiamente affrontato ben prima di Elemental, dato che Luca è del 2021.
Può tirare le orecchie a molti adulti e ancor più, educare le nuove generazioni al rispetto reciproco e al voler conoscere chi proviene da una cultura differente.



Contro:

 
-un po' di citazionoi-

Come ho già detto il film prende chiaramente (e nemmeno senza farsi troppi problemi) spunto e ispirazioni da storie preesistenti, questo è bello e comunicativo, ma non trovo che fosse necessario, si rischia infatti di scadere, in alcune sequenze, nell'imitazione.
Ma quando la Disney cita se stessa c'è poco da dire.


Voto: 8

Commenti

  1. Ho visto Luca insieme ai miei amici del ❤️ ed è stato ancora più bello! Un inno alla bella amicizia che fa sorridere, commuovere e riflettere. Semplicemente stupendo.

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