Joker folie à deux (T. Phillips, 2024): Recensione

       


Il 2 ottobre é uscito in sala l'atteso sequel del pluripremiato Joker del 2019 di Todd Phillips, una rivisitazione di uno dei più celebri personaggi made in DC, che tutto sembra tranne che un cinecomic, ma appare come un dramma psicologico.
Questo secondo capitolo, presentato a Venezia, ha lo stesso protagonista, Joaquin Phoenix, premio oscar per la parte, e una Lady Gaga inaspettata nei panni di Harley Quinn. Ne stanno dicendo di tutti i colori su questo progetto, che sembra sia stato un passo falso per la Warner Bros, costato 200 milioni e fino ad ora ne ha guadagnati  meno di 180. In Italia sta andando bene, e sfiora in due settimane i 7 milioni.
Ne vale la pena però ?
Parliamone. 

-analisi-

 Se il primo film prende in mano il concetto di critica sociale e la situazione degli ultimi della società, quindi emarginati e vittime, questo film critica le conseguenze di tale posizione. 

Il Joker eletto a paladino dell'ingiustizia perde credibilità momento dopo momento, mostrando apertamente che l'estremismo porti solo a dolore, morte e confusione.

I toni in cui la violenza, la situazione delle carceri, e l'ingiustizia dei processi vengono affrontati rasenta la situazione dell cronaca nera, anche italiana, che spesso viene ridotta a intrattenimento, e che talvolta porta a idolatrare i killer come delle star.

Interessante punto di vista.

Pro:


-casting-

Phoenix, al centro delle critiche per le sue scelte poco serie di ruoli e il suo comportamento poco affidabile sul set, é comunque di un carisma esagerato. Il suo Joker é incredibile, mette a disagio e da soffrire veramente, in ogni sequenza.
Da oscar anche stavolta.
Lady Gaga canta da paura, e sebbene la sua parte non sia del tutto sviscerata, riesce a dare personalità e forza al suo personaggio, tanto amato quando lo ha vestito Margot Robbie.
Una Harley Quinn di certo più forte e diversa dal solito.
Bravissimo Leigh Gill, Gary, già apparso nel primo film, in una delle scene più belle in assoluto.

-fotografia-

I toni freddi del verde, del blu, del grigio e del viola, rendono tutto molto claustrofobico e cupo.
Una scenografia minimal (non so se per budget o per scelta) fa sentire quasi soffocare, e ci impone di entrare nelle menti dei personaggi.
Il chiaro scuro e i toni così netti e marcati danno un carattere riconoscibile al film.
 
 -trucco, parrucco e costumi-

Harley Quinn e Joker sono riconoscibili, sebbene trasformati rispetto alla versione del fumetto. La costumista, Arianne Phillips, riesce a prendere dei tratti dei personaggi iconici e a portarli sul grande schermo, in particolare i costumi indossati alla fine del processo sono iconici.
Trucco e parrucco allo stesso livello del primo film.
Sbavato, d'impatto, disordinato. 


Contro:

-Musical-
Bellissimi i musical, é un genere che apprezzo, tra i miei preferiti La la Land, Moulin Rouge!, The greatest showman.
Eppure qui assistiamo ad un musical che non usa i codici del musical, e le canzoni (almeno il 90% di esse) sono relegate a momenti onirici e confusi.
Bello, ma non del tutto riuscito.
In questo pecca anche la sceneggiatura, allungata per dare spazio a canzoni che raccontano poco della trama.

Voto : 7+


Commenti

Post popolari in questo blog

Good American Family (L. Garbus ,2025): Recensione

É colpa tua? (D. Gonzáles, 2024): Recensione

Anora (S. Beaker, 2024): Recensione