Qui non é Hollywood (P. Mezzapesa, 2024): Recensione
Il 30 ottobre é uscita in streaming su Disney Plus l'attesa miniserie sul delitto di Avetrana, consumatosi nell'estate 2010 nella terra pugliese, dando adito a polemiche, controversie e anni di ritrattazioni e processi. Uno dei casi più memorabili a livello mediatico.
La serie sarebbe dovuta uscire il 25 ottobre, ma l'abbiamo avuta un po' dopo perché il comune di Avetrana ha chiesto che si togliesse il nome del paese dal titolo, chiesto e ottenuto, finalmente abbiamo potuto fruire di uno dei prodotti più meritevoli dell'anno, si dispiega in sole 4 puntate che sembrano 4 lungometraggi.
-analisi-
La trama é risaputa, per chi come me, ha sempre approfondito i casi di cronaca, confrontando le informazioni fornite dai media e visionando interviste, quindi non ci sono spoiler ma solo un punto di vista netto, schierato, e che guida lo spettatore nella coscienza dei protagonisti, nera come la notte.
La simbologia cristiano cattolica (molto presente nei prodotti audiovisivi quando si parla di sud Italia) é forte, comunicativa e determinante, quasi a giudicare i protagonisti e non a salvarli.
La delicatezza e la crudezza si alternano, dando vita a un ballo tra suspense e commozione, anche sapendo i fatti si spera sempre in un possibile finale diverso.
-cast-
Ho apprezzato una cosa che non apprezzo mai e che é una deriva spesso americana: gli attori sono esattamente uguali ai personaggi, questo rende ogni scena una rievocazione di una diretta televisiva di quei giorni. Sembra di guardare il TG.
Incredibili per somiglianza e talento Vanessa Scalera nel ruolo di Cosima e Giulia Perulli che parla come Sabrina, fa le stesse espressioni, ha il suo esatto peso e aspetto (ha preso 22 kg per la parte).
Ho guardato la serie a bocca aperta.
Bravissima anche la giovanissima Federica Pala (classe 2007) nei panni di Sarah, rappresentata senza trucco, quasi infantile, togliendo ogni traccia di adulta che invece i media le avevano ingiustamente affibbiato.
-scenografia-
L'afa del sud, la festa di paese, il mare, la musica alta e i chioschi in spiaggia, creano un'atmosfera di pigrizia e nullafacenza da ferie estive, che cozzano con il delitto che si consuma proprio in quel periodo, proprio in quelle villette anonime.
Ambientazione perfetta.
-trucco e costumi-
Come non parlare dei costumi, identici a quelli indossati realmente dalla famiglia Misseri e Scazzi, di Sara Fanelli.
O del trucco, che ha reso gli attori così simili ai personaggi. Lavoro esemplare e da tenere da esempio, complimenti ad Alessandra Vita e Valentina Visintin.
-musica-
Un'atmosfera già densa ed evocativa é guidata da una colonna sonora dura e coinvolgente.
Splendido il brano si Marracash "La banalità del male", che abbiamo già sentito nel trailer e che guida i titoli di coda, il testo é bellissimo.
Contro:
-diritto di cronaca-
Intrattenimento a tutti i costi?
In molti si chiedono se sia giusto o meno parlare di casi di cronaca soprattutto recenti, perché ciò potrebbe in qualche modo offendere la sensibilità dei parenti della vittima.
Ma é giusto o sbagliato sviscerare un caso del genere in un prodotto televisivo?
Si é sempre parlato di storie vere al cinema e nelle serie TV, senza tuttavia polemiche del genere.
Io sono a favore, ma sono aperto al ripensamento.
Voto: 9
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