Conclave (E. Berger, 2024): Recensione



Ecco : finalmente ho visto Conclave (uscito in sala il 19 dicembre) un film divisivo tratto dal romanzo di Robert Harris, ma che ha ricevuto diverse nomination ai Golden Globe e che sembra in odore di Oscar. 

Il film, una produzione anglo-statunitense, é diretto dal tedesco Edward Berger, già dietro la macchina da presa di Niente sul fronte occidentale, bellissimo film candidato all'ambita statuetta qualche anno fa. L'ambizioso progetto, girato internamente in Italia tra studi di Cinecittà e Reggia di Caserta, conta un cast stellare a dir poco: Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini bastano a fare impallidire qualsiasi casting director. 

Conclave sta andando molto bene in Italia, e nonostante sia un film d'autore ha incassato già quasi tre milioni di euro.

Parliamone.

-analisi-

Il Vaticano e la sua opulenza sono i protagonisti del film, oltre che gli intrighi e le più o meno dichiarate rivalità tra cardinali. Il Papa é morto e serve un successore! Ma c'è davvero qualcuno che sia degno? E così Berger ci trasporta tra le contraddizioni dell'animo umano, tra la tradizione, il bigottismo da una parte e l'innovazione dall'altra. Una chiesa, secolarizzata, si apre attraverso i cardinali ad interrogativi quanto mai attuali e di interesse collettivo. Un Vaticano indeciso, tra due fuochi.
Un Vaticano con clero che fuma, che pecca e che viene spogliato dell'aura di sacralità che normalmente gli si associa.
Di certo questa visione del papato, di Roma stessa, é tipicamente americana, curioso che però dietro questo progetto vi siano un regista tedesco e un autore del romanzo britannico.

Pro:



-scenografia e fotografia-

Una scenografia ricostruita in studio ma dall'eleganza talmente raffinata da sembrare il vero Vaticano. Bellissime le luci, bellissimo il rosso degli abiti dei cardinali che si staglia sul bianco, sul nero, sul legno, in una predominanza indiscutibile.
Bellissima la saturazione della fotografia.
Davvero un lavoro elegante, sebbene dal respiro claustrofobico.

-Cast-

Ralph Fiennes assoluto protagonista, da al suo personaggio combattuto un'anima, conferendogli un sottotesto di onestà e coerenza. Penso che per lui sia l'interpretazione della vita.
Stanley Tucci non al suo meglio ma di sicuro sempre forte.
Isabella Rossellini (in odore di nomination all'oscar come migliore attrice non protagonista) con un solo sguardo buca lo schermo, davvero potente seppur con un ruolo apparentemente marginale.
Ma é Castellitto ciò che di più ricorderò del film. Personaggio scritto bene, talento da vendere e carisma, perfetto.
Il Cardinal Tedesco é il personaggio più iconico.

-costumi-

In una continua coreografia di costumi identici, ombrelli identici, e vestizioni...assistiamo ad un lavoro praticamente perfetto di sartoria, penso che verranno candidati agli Oscar.



Contro:




-sceneggiatura-

Non é mai volgare o esagerata, e di certo tiene col fiato sospeso e ha un buon ritmo, tuttavia trovo un po' troppo irrealistiche e fantasiose alcune derive intraprese dalla trama. Il finale, sebbene inaspettato, molto sopra le righe.




Voto: 8-



Commenti

  1. Concordo in pieno con te! Aggiungerei che il finale è sicuramente inaspettato ma anche molto fantasioso 🤣

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