Il 4 dicembre é uscito in streaming su Netflix l'adattamento del romanzo di Viola Ardone: il treno dei bambini.
Il film é diretto da Cristina Comencini, e oltre al giovanissimo interprete del protagonista (nei panni di Amerigo Speranza troviamo Christian Cervone), ci sono tre volti noti del cinema italiano: Stefano Accorsi, Serena Rossi e Barbara Ronchi.
Il lungometraggio é stato presentato al Festival internazionale del film di Roma nel mese di ottobre, e sta raccogliendo pareri positivi.
Parliamone.
-analisi-
La Comencini prende in mano un romanzo straziante e bellissimo allo stesso tempo, per inciso uno dei miei libri preferiti, e lo trasforma in un'opera poetica che non cede mai al didascalismo. La sceneggiatura percorre perfetta la vita del giovanissimo Amerigo, che vive una condizione di miseria a Napoli nel bel mezzo della guerra mondiale, con una madre disperata (Serena Rossi) e un paese a fargli da sfondo che non ha nulla da offrirgli se non espedienti truffaldini. I sogni di Amerigo cominciano ad esistere solo quando i comunisti lo portano a Modena, dove avrà una nuova possibilità.
Luci e ombre si alternano in una perfetta fotografia del mezzogiorno italiano, una straziante e realistica verità. La regista si prende poche libertà dalla storia originale, a cui conferisce solo il suo tocco. Una fotografia perfetta aiuta, con le sole immagini, a parlarci delle paure dei personaggi, a raccontarci il tempo che passa tramite i gesti, le luci e l'ambiente.
Pro:

-casting-
Serena Rossi e Barbara Ronchi offrono una performance memorabile. La Rossi é la doppiatrice di Anna di Frozen, ha una voce cristallina che viene sfoggiata in più momenti, interpreta un personaggio spezzato, la bella ma sbattuta Antonietta, che ha sempre la forza negli occhi. Barbara Ronchi, che avevo adorato in Rapito di Bellocchio l'anno scorso, torna a vestire i panni di una madre, Derna, che non é madre, ma che gli eventi trasformano.
Intense le due madri della storia, così come lo sono nel romanzo.
-regia e fotografia-
L'occhio della Comencini é poesia.
Fa un lavoro meraviglioso sull'immagine, i colori della natura e dell'autunno sono delicati e fanno da protagonisti.
La luce sul volto Amerigo quando, ormai ambientato al nord, serve i tortellini a tavola, racconta tanto di lui e del suo percorso.
Lo sguardo di Amerigo sul grano che é cresciuto e che rappresenta il momento in cui tornerà a Napoli racconta tanto della sua sofferenza.
La fotografia di Italo Petriccione denota esperienza e arte.
Grazie.
-musica -
Le musiche di Nicola Piovani raccontano gli stati d'animo dei personaggi.
Il compositore, premio Oscar nel 1999 per La vita é bella, é inconfondibile,un' eccellenza del cinema italiano.
Contro:
-distribuzione-
É un prodotto che merita la sala cinematografica.
Voto : 10
10🎉🎉 devo assolutamente vederlo!
RispondiEliminaBellissimo
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