Squid Game 2 (H. Dong-hyuk, 2024): Recensione

 


Netflix, dopo tre anni, ci ha finalmente servito la seconda stagione del grandissimo fenomeno mondiale Squid Game.
Dal 26 dicembre sono in streaming le sette nuove puntate. Sette, quindi due in meno rispetto alla prima stagione, ma durano parecchio, alcune anche oltre un'ora. Immediatamente la serie scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk é balzata al primo posto della top ten dei prodotti Netflix. 
Squid game, ancor prima di uscire, ha ricevuto  una nomination ai Golden Globe 2025, come miglior serie drammatica. Il protagonista assoluto é sempre Seong Gi-hun, vincitore degli Squid Game nella prima stagione, interpretato da Lee Jung-jae.
Parliamone.

-analisi-

In una società in cui non é possibile vivere sotto le aspettative Squid Game ci trasporta nel tessuto sociale più losco di Seul e dintorni, tra le scommesse, le disonestà e le famiglie distrutte.

Ogni personaggio ci racconta uno spaccato diverso di vita e di società , da chi ha fallito, a chi ha truffato, fino a chi ha tradito, dimostrandoci che le debolezze umane fanno parte della vita, e che nessuno é carne da macello, e ogni essere umano ha diritto alla sua dignità.

Un gioco, perché di questo si tratta, può metterci davanti alla paura della morte, può farci toccare la fine, e prendere ciò che di noi é primordiale. Un Hunger Games made in Asia.


Pro:



-personaggi-

Molto più che nella prima stagione la sceneggiatura si prende il tempo di scavare a fondo nella vita e nella psiche dei personaggi, che sono delineati alla perfezione. Si empatizza molto facilmente coi concorrenti del gioco, in particolare quelli femminili, che hanno storie più sbattute e drammatiche. 
Stavolta si vede anche molto dietro le quinte del gioco, dando respiro anche a quelle maschere che sembrano tanto impersonali.
Bravissima in particolare l'attrice Gyu-young Park, e la sua storia é tra le più forti, non voglio fare spoiler ma viene dalla Nord Corea.
Lee jung-Jae é anche un attore fenomenale, in un cambio di atteggiamento e look che lo rendono più forte e incisivo, perfetto.
Trovo anche superflue le polemiche per il personaggio trans, descritto alla perfezione e di rara profondità.

-riconoscibile-

Quel verde e quella specifica tonalità di rosa sono Squid Game, lo rendono riconoscibile in tutto il mondo.
La musica é inquietante e accompagna spostamenti e preoccupazioni dei personaggi.
I costumi sono iconici, inimitabili.
Penso che davvero questo sia uno dei prodotti più particolari e  perfettamente confezionati di tutta Netflix.

-sceneggiatura-

A parte i primi due episodi che hanno il chiaro compito di preparare gli spettatori e introdurre tutto ciò che avverrà, gli altri sono scritti alla perfezione, in un crescendo di interesse e tensione dando il giusto spazio a tutti i personaggi. Una terza stagione, stando a quello che si dice, é già stata girata, e sarà un ulteriore successo.
Davvero interessante.


Contro:

-doppiaggio-

Non ho apprezzato il doppiaggio italiano, alcune voci, a mio parere, non calzano coi personaggi, consiglio la visione della versione originale e sottotitolata.

Voto: 9






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