Babygirl (H. Rejin, 2025): Recensione

         


Il 30 gennaio é uscito in sala Babygirl di Halina Rejin, che lo ha diretto, scritto e prodotto.
Presentato a Venezia ha portato a Nicole Kidman la vittoria della Coppa Volpi e una nomination ai Golden Globe come migliore attrice protagonista in un film drammatico, l'attrice australiana ha sfiorato la nomination all'oscar per la parte di Romy, e, anche se sembrava l'avesse già in tasca, alla fine non é stata candidata. Nel cast oltre a lei troviamo Harris Dickinson e Antonio Banderas.  É davvero così sconvolgente come tutti dicono?
Parliamone.

-analisi-

La regia della Rejin é bellissima, patinata, con una fotografia dai colori freddi e contrasti forti, anche da una stanza all'altra.

Il suo sguardo non é mai invadente, sebbene stia dirigendo un film con molte sequenze sexy, e mostra pieno rispetto per il corpo degli attori, non cedendo a facili mezzucci per accontentare gli sguardi maschili.

Personaggi spesso di spalle, come a nascondere le proprie emozioni, spazi arredati perfettamente ma vuoti, case troppo grandi, tutti sempre soli.

Uno sguardo velato da tristezza e rassegnazione, in una famiglia che ha soldi ma non ha rapporti limpidi e sinceri.

Pro:

-Nicole Kidman-

Nicole Kidman ha stupito tutti di sicuro accettando una parte che é una scommessa: o la fai molto bene o risulti grottesca. Lei con grande professionalità porta a casa anche le sequenze piú ardue, e se vogliamo, lontane dalle sue corde.
Elegante e di sicuro algida, ma anche tanto fragile, sono gli occhi a parlare ancora più che le battute, intensa.
Banderas non mi è piaciuto ...Dickinson mi ha messo a disagio (veramente!) quindi penso che la sua interpretazione sia riuscita). 

-Regia-

Mi piace il taglio dato col montaggio e apprezzo molto lo sguardo della regista, molto moderno.
La messinscena trasforma una storia piuttosto lineare in una sorta di thriller che spinge a voler sapere come finirà.
Bellissima la scena della discoteca, manda quasi in confusione.

 -costumi-

Sono splendidi i vestiti di Nicole Kidman, degna di una sfilata di moda, non so davvero quantificare il numero di cambi che fa nel film.
Brutti i costumi del protagonista maschile, Samuel, interpretato da Harris Dickinson, molto sciatto, anche se questo é sicuramente voluto, appare un po' grottesco. Mi chiedo, quanto ci voleva a fargli un abito su misura?

 -musica-

Musiche claustrofobiche, simili a sospiri, accompagnano le pulsioni della nostra protagonista, e alcune hit segnano i momenti più belli, come Dancing on my owm  durante la festa di Natale aziendale.
Contro:

-sceneggiatura-

Alcune sequenze sono (o comunque sembrano) mancare di alcuni passaggi.
Forse poteva essere scritto un po' meglio senza comunque cedere al didascalismo.
Diciamo che il film lascia un po' poco , bello esteticamente ma un pochino vuoto.

-parrucca-

Spero che Nicole Kidman abbia una parrucca o questi capelli immobili non si spiegano, sembrano di plastica, appiccicati in modo terribile, anche il personaggio di Samuel ha un bruttissimo taglio di capelli.
Tutti hanno capelli brutti nel film. Bo.

Voto : 7--




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