The stolen girl (E. Husson, 2025): Recensione
La miniserie è diretta da Eva Husson e nel cast ci sono: Denise Gough, Holliday Grainger, Jim Sturgess, basata sul romanzo di Alex Dahl.
Merita?
Parliamone.
-analisi-
Grande è il successo che stanno facendo in questo periodo le miniserie che hanno un tono crime o che indagano storie vere, mi vengono in mente Good American Family e Qui non è Hollywood (su Disney Plus), Baby Reindeer e Adolescence (su Netflix) e anche altre simili.
Come vanno di moda i canali true crime, i podcast true crime, così spopolano anche le serie, che sono più o meno intense e più o meno credibili.
The Stolen Girl è sui toni del poliziesco, e del crime, propone al pubblico qualcosa di realistico e qualcosa di molto fantasioso, unendo fiction e richiami a casi famosi ben noti.
Una tendenza al thriller a tutti i costi, con molti personaggi, molte situazioni, molti misteri, secondo me toglie il focus dal dramma vero e centrale.
The Stolen girl, di fatto, preferisce fare dramma che emozionare.
Pro:
-fiato sospeso-
Come tutte le serie che si rispettino anche The Stolen Girl mette tanta benzina fuoco e si dispiega piano piano, proponendo in ogni puntata degli sviluppi che mantengono l'attenzione viva.
Cinque soli episodi bastano a scoppiare di informazioni e dettagli, dando di sicuro molti elementi interessanti agli appassionati del genere, che di certo, vedranno la serie tutta d'un fiato senza perdere nulla.
-sensibilizzazione-
Come non pensare a tutti i casi in cui a sparire sono state proprio giovani adolescenti o perfino bambine? Sono sempre casi orribili e, purtroppo, raramente hanno un lieto fine.
Mi piace di questa serie che faccia vedere anche molti momenti di quotidianità dei personaggi, che parlano anche della sofferenza familiare.
Trovo fondamentale che si parli di questi casi, per mantenere l'attenzione e, perché no, far stare le persone in allerta.
-pasticcio-
Non si fa in tempo a capire che faccia abbia la bimba rapita Lucia che già è avvenuto tutto. In soli 13 minuti già il caso è iniziato, senza che si conoscano bene i personaggi, le dinamiche.
Viene tutto lasciato al "futuro", senza tempo di empatizzare, tutto molto didascalico, la regia è standard, senza particolari problemi, e la musica interessante, ma la sceneggiatura lascia a desiderare.
Un tono più realistico e asciutto, come fatto per Adolescence, avrebbe reso il prodotto molto più interessante.
Voto: 6,5



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