Paternal Leave (A. Jung, 2025): Recensione

     


Ecco nelle sale finalmente il film italo tedesco molto atteso con Luca Marinelli diretto da Alissa Jung, sua compagna nella vita.
Paternal Leave, che in italiano significa congedo parentale (uscito il 15 maggio e presentato a Berlino) é un delicato dramma familiare e personale, che percorre con sguardo malinconico l'incontro tra una figlia quindicenne e suo padre, mai conosciuto.
La ragazza é la giovanissima Juli Grabenhenrich.
Parliamo di questo gioiellino.

-analisi-

In un'ambientazione marittima ma desolata, in un mare italiano ma non a luglio o agosto, quando i turisti in costume occupano ogni centimetro di spiaggia, ma in inverno, quando nebbia e umidità fanno da padrone, lasciando sulle persone (le pochissime che sono fuori stagione) una luce bianca e fredda.
Paternal Leave affronta il dramma dell'abbandono, del rifiuto e indaga un rapporto padre figlia non convenzionale e senso di sofferenza e silenzio.
La regista non giudica i personaggi, ma da a noi gli strumenti per farci un'idea oggettiva e profonda della questione.
Ferite aperte e scelte sbagliate fanno da cornice.
Un film intimo ma che grida urgenza d'amore e di accettazione.

Pro:

-Luca Marinelli-

Uno degli attori più bravi della sua generazione, di un'intensità fuori dal comune.
Chi ancora non riconosce il suo talento è cieco.
Forse lavora troppo con il cinema d'autore e questo lo porta a non essere conosciuto da tutti.
Davvero una prova attoriale perfetta e...complimenti per l'inglese!
Bravissima anche la giovane protagonista, una promessa del Cinema.

-tematiche-

Oltre al conflitto generazionale, il dramma dell'abbandono e la lotta coi sentimenti, il film parla anche di omofobia, senza stereotipi ma con maestria e delicatezza uniche.
Ogni personaggio regala qualcosa alla storia, arricchendola.

-finale-

Immaginavo un finale senza enfasi,essendo molto crudo e realistico, e così é stato.
Casuale, senza troppi guizzi, perché così a volte é la vita: senza sorprese o forzati lieti fini. 

Contro:

-Campagna di marketing-

Un film presentato a Berlino di cui, ora che è uscito in Italia, si sta parlando pochissimo.
Ci lamentiamo di Minecraft, brutto ma che fa i soldi, ma mica li andiamo a vedere i titoli davvero meritevoli.
Ci andiamo se se ne parla.
Quindi...mi auguro che progetti così interessanti siano più spinti dalle case di distribuzione.
Sarebbe bello farlo vedere anche nelle scuole.

Voto: 8,5



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