Olympo (I. Abad,2025): Recensione
In streaming dal 20 giugno su Netflix una serie spagnola (come una grande percentuale delle produzioni della piattaforma), Olympo, con otto episodi di durata varia ci trasporta in un centro di alta prestazione sportiva che si trova sui Pirenei spagnoli, il CAR, dove le future promesse dello sport convivono tra difficoltà e sentimenti. Nel cast vari giovanissimi attori: Clara Galle, Nuno Gallego e Agustin Della Corte.
-analisi-
Questo periodo non sto apprezzando le produzioni spagnole su Netflix,le trovo dozzinali, però non posso dire lo stesso su Olympo, non é nelle mie corde ma sicuramente é interessante.
Molti giovani, che hanno una storyline più o meno interessante, vivono in una sorta di grande fratello sportivo e scollacciato,portando all'interesse del pubblico non solo le storie d'amore ma soprattutto il difficile e divisorio tema del doping nello sport.
Olympo sinceramente si prende un po' troppo sul serio, ma alcune problematiche sono affrontate in modo fresco e senza pedanteria, come l'omofobia, la tossicodipendenza e la malattia.
Pro:
-Il cast-
Gli attori non sono male, in particolare penso che abbia fatto un buon lavoro la giovanissima Clara Galle, attrice classe 2002, che é la protagonista assoluta, e che inizia un percorso come apparente mean girl, smentita già dalla seconda puntata.
Anche Agustin Della Corte ha un bel personaggio tra le mani, ed é molto bello il rapporto che i due hanno.
-Tematiche-
Molte persone che come me non vivono i contesti dello sport professionale di sicuro ignorano tante procedure, nonostante la mia ignoranza in materia trovo molto nobile che si sottolinei l'importanza del sacrificio, il talento non basta e, soprattutto,non esistono scorciatoie per arrivare al successo e alla propria realizzazione professionale.
Contro:
-sceneggiatura e montaggio -
A volte si introducono o eliminano personaggi senza preavviso, la regia fa dei tagli col montaggio che a volte cozzano con l'atmosfera della scena, forse hanno cancellato delle scene, non so.
A volte i ralenti o i suoni duri e forti sono grotteschi perché inadatti al momento.
Si percepisce che la regia non sia unica (ci sono quattro diversi registi) e questo crea un'evidente disomogeneità.
La scrittura lascia un po' a desiderare.
-luci rosse -
Sebbene il cast si dissoci da questo discorso posso affermare con certezza che le varie scene di nudo/intimità sono al servizio dello spettatore medio guardone, e difficilmente danno qualcosa alla trama.
I corpi degli attori (in particolare gli uomini) sono sezionati come carne da macello.
Eccessivo.
Voto: 6,5



Commenti
Posta un commento