Honey Don't! (E. Coen, 2025): Recensione
Un film che esce dopo un primo capitolo non molto fortunato e che al botteghino non aveva brillato (è infatti il sequel di Drive-Away dolls, che aveva rastrellato meno di dieci milioni al box office mondiale), ma che arriva in sala in un periodo abbastanza buono, l'inizio dell'autunno, cioè il 18 settembre, portando, almeno, in sala gli appassionati dei film di genere.
Diretto da uno dei fratelli Coen, nello specifico Ethan, comprende un cast interessante: Margaret Qualley, vista da poco nel pluripremiato The Substance (recensione QUI), Chris Evans (al cinema anche con Material Love, recensione QUI) e Aubrey Plaza.
Parliamone.
Analisi
Abbiamo un prodotto che ha l'aspetto di un B-movie da televisione ma che in realtà nasconde substrati decisamente d'autore:
Il western, sempre dietro l'angolo, conferisce al tutto una grande atmosfera da delitto e desolazione, gli spazi sconfinati aiutano ad immedesimarsi nella psiche dei personaggi, sempre preoccupati che qualcosa possa accadere;
La commedia si nasconde dietro ad ogni battuta, anche quelle più serie, e il taglio tragicomico scatena la risata;
Lo splatter poi, che arriva all'improvviso in alcune sequenze, dà al tutto un tocco tarantiniano.
La storia d'amore serve solo a rendere ancora più sofferta la trama;
La satira, nello specifico alla religione (una religione pseudo-cristiana di stampo apparentemente mormone) critica l'autorità e i leader religioso/politici, esasperandoli.
Interessante!
-Qualley-
Margaret Qualley è una grande promessa del cinema, l'attrice ha uno sguardo magnetico e una grande personalità, che esce fuori come un ruggito dallo schermo, ha degli espressivi occhi chiari che ti bucano direttamente la fronte.
Già l'avevo apprezzata molto in The Substance (tanto quando la controparte Demi Moore) e qui conferma la mia stima!
Honey è un personaggio femminile forte e risolutivo, vintage ma dall'emancipazione incredibile.
-taglio-
Io adoro l'humor nero, e trovo che il taglio che gli ha conferito Ethan Coen abbia un aspetto classico ma un'anima profondamente contemporanea.
I vari generi che si incontrano confluiscono perfettamente dando al tutto un'identità audace e volutamente tagliente, ottimo.
Ottimi anche i look dei personaggi, in particolare della protagonista, che ha degli abiti bellissimi e che sembrano rivestirla come una vera e propria pelle.
-Chris Evans-
Ho percepito Chris Evans un po' "finito" in questi anni, come se avesse trovato difficoltà nel distanziarsi dal ruolo del supereroe dopo Captain America, mentre ho piacevolmente notato delle novità:
-dei capelli nuovi (sembra un parrucchino ma non lo è, ha semplicemente fatto un trapianto);
-dei ruoli nuovi!
Sui capelli non ho da commentare ma sui ruoli nuovi sì: mi fa piacere che stia sperimentando, e anche rischiando.
La parte del reverendo è forte e controversa, e può somigliare ad una parodia, ma secondo me la porta a casa bene.
Spero che continui a spaziare tra i generi.
Contro:
-alcune caratteristiche della sceneggiatura-
Ho avuto la percezione che questo film sia stato tagliato.
Certi dettagli vengono introdotti ma non sviluppati, certe conclusioni sono frettolose.
Da quanto ricordo è stato anche rimandata la sua uscita in sala.
Il lavoro è buono ma ha pecche e buchi che si potevano evitare con l'ausilio di un buon montaggio.
Voto: 7



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