After the Hunt - Dopo la caccia (L. Guadagnino, 2025): Recensione
Dal 16 ottobre è in sala il nuovo film di Luca Guadagnino, regista salito alla ribalta con Chiamami con il tuo nome, e che ha diretto nei primi anni 2000 roba abbastanza trash come Melissa P.
Il cast é interessante a dir poco, vantando nomi come Julia Roberts, Andrew Garfield e Michael Stuhlbarg.
Tra assolute conferme e nuove scoperte si qualifica di sicuro come uno dei progetti cinematografici più interessanti dell'autunno.
In Italia (é una produzione Usa/Italia) sta andando benino e ha incassato oltre un milione, vediamo a quanto chiuderà la corsa.
Analisi
Un film che mette a disagio e fa sentire sempre una pesante atmosfera di non detto, di sbagliato.
Guadagnino, abile regista, ci catapulta in posti chiusi e bui e ci fa entrare in relazione con personaggi che non sono buoni o cattivi: si trovano semplicemente nel mezzo.
Alma è intelligente e capace ma fredda e distaccata.
Hank è passionale e carismatico ma aggressivo.
Maggie (Ayo Edebiri) è piena di buoni principi ma subdola.
Frederik è affettuoso ma debole.
Non si riesce davvero a scegliere dalla parte di chi stare.
Ci muoviamo tra il detto, il non detto e il dedotto, con dettagli su cui la regia punta proprio per farci capire cosa succede e chi abbiamo davanti,anche nel non verbale.
Criticato da molti è per me interessante.
che succedono (anche cruente) si susseguono di scena in scena, facendoci empatizzare coi protagonisti, che non si sentono mai troppo al sicuro e mai in un momento di riflessione o distensione.
Anderson ci porta in una montagna russa di emozioni e violenza, che anche se praticamente mai esplicita, è sempre dietro l'angolo.
Una maestria dietro la macchina da presa che rende tutto credibile, realistico, giusto.
Un film da vedere e poi da rivedere per cogliere nuovi dettagli.
-Roberts e Garfield-
Mentre Stuhlbarg è nei panni di un personaggio alla stregua della macchietta ed é, ahimè,un attore a cui forse l'occasione d'oro non é mai arrivata, la Roberts si conferma per la grande attrice che è, dando vita ad un personaggio interessante e che si dispiega piano piano,dal fascino magnetico ma dalle tante fragilità.
Personaggio secondario, purtroppo,per Garfield, che una volta superati i 40 ha accettato ruoli interessanti (come in We live in time) dimostrando di essere un attore da tenere d'occhio.
-musiche-
Le musiche di Reznor sono la cosa più disturbante,anche più della scarsa illuminazione.
Eccellente montaggio e stile grottesco e volutamente inquietante.
Ottimo connubio.
-Sceneggiatura-
Un lavoro molto buono e che fa fare allo spettatore un vero e proprio viaggio graduale, senza inutili cliché.
Un thriller psicologico come non se ne vedevano da molto.
Contro:
- fine-
Sceneggiatura molto interessante ma finale sbrigativo e che più che sembrare una "fine degna" sembra una visione onirica e non realistica.
Lo stile di Guadagnino si vede e prevale in tutto il film tranne che nel finale.
Voto: 8



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