Nobody Wants this, seconda stagione (E. Foster, 2025): Recensione

     


Dal 23 ottobre è in streaming su Netflix la seconda stagione di Nobody Wants this, serie ideata da Erin Foster e che già con la prima stagione aveva fatto molto parlare e discutere.
Nel cast Adam Brody e Kristen Bell nella parte dei protagonisti assoluti e i personaggi spalla sono interpretati da Timothy Simons e Justine Lupe.
Parliamone e capiamo perché é così interessante!

Analisi  

Moderno e classico, non potrei definirlo diversamente.
Moderno perché affronta le differenze culturali con una leggerezza e una freschezza che fanno parte della sensibilità di oggi, in cui dovremmo (almeno si spera) aver imparato a convivere con le culture e le religioni più disparate.
Il nostro non é un "pensiero unico" e credere fermamente nella propria religione o non avere interesse per la sfera spirituale sono due posizioni che non vanno condannate, ma comprese.
Nella serie abbiamo una ragazza agnostica (non atea, in quanto non ha mai approfondito la sua posizione, ma quasi disinteressata anche alle feste più classiche legate alla religione) e un rabbino con una profonda, ma relativamente aperta,fede.
In qualche modo questi due mondi opposti si incontrano e ciò porta ad un arricchimento bello e interessante tra i due mondi, un'accettazione delle abitudini e dei bisogni dell'altro con rispetto e senza mai l'ombra del giudizio.
Senza stereotipi o risate facili.
Classico perché le differenze di veduta e le differenze culturali sono, nella vita come nelle opere di finzione, spesso basi per storie belle ma anche difficili.

Pro:

-soggetto-

L'idea di Erin Foster é a prima vista molto semplice e ci porta, tenendoci per mano, in quella che é stata un po' anche la sua stessa vita, avendo lei cambiato religione per amore.
Le tradizioni ebraiche vengono presentate come affascinanti ma a volte ingombranti, così come le famiglie avvolgenti ma affettuose, ma di certo lo spettatore non potrà che incuriosirsi e voler approfondire qualcosa.

-Sceneggiatura-

Gli episodi sono molto brevi ma hanno un ritmo deciso e volano via veloci, non sono mai pesanti o noiosi e ci raccontano a poco a poco sentimenti e vicende dei protagonisti che vestono la parte alla perfezione.
Troppo antipatico qualche personaggio ma sorvolerei.
Davvero una scrittura fresca e accattivante.

-stereotipi-

Oggi per facilità di comunicazione e comprensione le persone comunicano con stereotipi, associando a religioni o etnie determinati comportamenti o tratti o perfino difetti, pur non conoscendone motivazioni o ragioni profonde.
La cultura ebraica é spesso "vittima" di dicerie, e la serie prende queste dicerie e le distrugge.
Solo con la curiosità e la sospensione del giudizio possiamo davvero imparare qualcosa.
Adam Brody, con orgoglio e ironia, ci racconta la sua stessa religione mediante Noah, il personaggio che interpreta.


Contro:





- antipatia -

I personaggi di contorno sono a volte fastidiosi e talmente antipatici da essere poco realistici.


Voto: 8




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