Avatar: fuoco e cenere (J.Cameron, 2025): Recensione

         


Il kolossal delle feste.
Esce dopo tre anni dall'ultimo Avatar (la via dell'acqua ) il terzo capitolo: fuoco e cenere, che prende un nuovo elemento e lo mette al servizio di Pandora.
James Cameron con budget di 400 milioni realizza un nuovo blockbuster riempi sale da oltre tre ore.
Nel cast i confermatissimi: Zoe Saldana, Sam Worthington, Sigourney Weaver, Stephen Lang e new entry assoluta: Oona Chaplin.
Il film é a dieci giorni dall'uscita già a quota 560 milioni di incasso.
I pareri sono contrastanti.
Aggiornamento oscar: il film ha vinto durante la cerimonia del 16 marzo l'oscar per i migliori effetti visivi.
Ma quindi, come é questo nuovo Avatar?

Analisi  

I protagonisti di Avatar non sono i Na'vi o gli essere umani (alieni) ma sono il pianeta Pandora e la spiritualità.
Nessun film di James Cameron ha mai indagato così a fondo la tematica della fede e del senso dell'esistenza, così come il senso del destino e della sofferenza.
Il film inizia con un grande lutto nel cuore, vissuto tra disperazione e speranza, che causa spaccature e determina bruschi cambiamenti nella vita dei personaggi.
Al micro dramma familiare che ha problemi di comunicazione si aggiunge una nuova minaccia pronta a mettere tutto in discussione, e il bracconaggio, ampiamente affrontato in Avatar 2, non lascia spazio a dubbi e descrive gli esseri umani sempre più come creature terribili.
La fede tiene tutto unito, la fede arriva in aiuto anche nel momento più disperato.
Dietro la perfezione tecnica c'é un'anima che altro non fa che raccontare le inquietudini degli uomini e delle donne del nostro tempo.
Avatar 3 ci racconta l'incertezza e la precarietà, ci parla di una natura che si ribella, di una madre natura "stufa" che alla fine agisce, e non lascia testimoni.

Pro:

-riferimenti (spoiler)-

Non ho potuto fare a meno di notare i vari riferimenti biblici e letterari.
La scena in cui Jake deve sacrificare Spider e lo fa lontano, salendo sulla collina, é un riferimento chiarissimo alla storia di Abramo e Isacco raccontato nel libro della Genesi.
Neytiry che si lava le mani sporche di rosso (che sembra sangue) sono un riferimento diretto a Macbeth di Shakespeare.
Kiri é paragonata, tra le righe, al Cristo, che nasce con un solo genitore in questo caso "senza padre".
Kiri che vede la luce, vede Eywa, é un moderno Dante che percorre inferno, purgatorio e Paradiso.
Gli attacchi dei corsari ricordano gli attenuanti terroristici e i kamikaze,con uno sguardo all'attualità.
E potrei andare avanti all'infinito.
Grazie James Cameron perché ti ricordi anche di chi non viene solo per osservare la bellezza estetica dei tuoi film.

-Cast-

Zoe Saldana, fresca di Oscar per Emilia Perez , regala alla sua iconica Neytiry delle sfumature nuove.
Nel secondo film il suo personaggio é stato un po' eclissato dalle tante new entry, ma ora si riprende il suo posto.
É una madre che soffre ma che lotta, non si arrende neanche davanti alla disperazione e con coraggio e sete di giustizia arriva alla fine del film profondamente cambiata.
Oona Chaplin ci regala una villain terrificante, sinuosa e quasi ammaliante, che incarna tutto ciò che di male c'è al mondo.
Spinta da volontà di rivalsa e mossa da valori opposti a quelli della fede che tiene unite le anime di Pandora.
Una scoperta.

-effetti-

Cameron ha creato un mondo a parte ormai 16 anni fa e non fa che inserire nuovi dettagli preziosi e approfonditi, dandoci novità su Pandora in pillole, con una perfezione tecnica che non è paragonabile a nulla.
Visivamente perfetto, esperienza appagante ed immersiva.
Contro:

- sceneggiatura-

Sembra che Cameron in tre film abbia ormai detto tutto e qualche forzatura nella trama c'è, non sono chiare le notizie sulla produzione di un quarto capitolo.
Penso non sia necessario.
La saga può concludersi tranquillamente.


Voto: 8,5





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