Bugonia (Y. Lanthimos, 2025): Recensione
Anche quest'anno Yorgos Lanthimos arriva agli oscar, dopo aver portato Emma Stone a vincere l'oscar per Povere creature appena due anni fa!
Il regista realizza il remake del film sud coreano Jigureul jikyeora, tra il distopico, lo psicologico e il fantascientifico. Bugonia raccoglie quattro nomination agli oscar (miglior sceneggiatura non originale, miglior film, miglior colonna sonora e migliore attrice protagonista) ed è decisamente uno dei più particolari tra i candidati, tra cui annoveriamo parecchi drammi (in particolare Sentimental Value e Train Dreams).
Il film, ora disponibile a noleggio su Prime Video, è stato distribuito nelle sale italiane lo scorso 23 ottobre 2025.
Nel cast: Emma Stone, Jesse Plemons e Aidan Delbis.
-Analisi e regia-
L'opera, ambiziosa ma allo stesso tempo di nicchia, è forte. Affronta in sole due ore tematiche tra le più interessanti dell'epoca contemporanea senza mai staccarsi dai toni del comico/grottesco, e candendo a volte, volutamente, in sequenze splatter.
Abbiamo: cospirazione, rispetto dell'ambiente, sperimentazione farmacologica, esistenza del sovrannaturale, la più classica fantascienza quasi anni '90.
Un frullato di cose belle che ne creano una ricca, a volte caotica, ma davvero interessante, e soprattutto diversa da tutto quello che già esiste.
Iconica però la fine, che mostra l'estrema uguaglianza tra ogni essere umano; senza tetto, ricco, povero, giovane o vecchio che sia: si muore tutti allo stesso modo.
Dall'epico, al classico, alla musica punk dei Green day (iconica "Basket case" del 1994). I toni della musica rendono grottesche alcune situazioni e smorzano la profondità e drammaticità di altre, dimostrandoci che tutto è relativo.



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