Hamnet - Nel nome del figlio (C.Zhao, 2025): Recensione

    


Ogni anno agli oscar c'è, nella decina dei candidati a Miglior film il lungometraggio diretto da una regista donna, e Chloe Zhao non è proprio l'ultima arrivata.

Ripercorriamo la storia degli ultimi film candidati alla categoria più ambita diretti da donne: lo scorso anno The Substance di Coralie Fargeat, nel 2023 Barbie di Greta Gerwig e Anatomia di una caduta di Justine Triet, nel 2022 Il Potere del cane di Jane Campion, e nel 2021 proprio Nomadland e Una donna promettente, della regista in uscita a breve con Cime Tempestose, Emerald Fennell.

Nel cast del film: Paul Mescal, Jessie Buckley, Joe Alwyn e Emily Watson. Il film ha ricevuto ben otto nomination agli Oscar ed è uscito nelle sale italiane il 5 febbraio.


Pro:

-regia-

La carissima Zhao, già premio Oscar nel 2021 per il bellissimo Nomadland, è una poetessa.
Ferma le immagini in fotografie gravi e di equilibrio quasi maniacale, le sue scene sono talmente equilibrate e perfette da sembrare misurate col righello, il suo sguardo è empatico.
Mostra un punto di vista profondo, che attende, scruta, sosta sui volti dei protagonisti, diretti alla perfezione.
Credo che sia una delle registe in assoluto più talentuose in vita.

-Jacobi Jupe-

La performance di Jessie Buckley è stata candidata all'oscar, la sua interpretazione straziata e distaccata, sofferente e forte, la potrebbe tranquillamente portare a vincere.
Bravo anche, come sempre, Mesca.
Una grande sorpresa è però il 12enne Jacobi Jupe, nei panni di Hamnet, mi ha fatto scendere le lacrime che non sapevo di avere, un grande talento destinato solo a crescere, in un ruolo quasi impossibile da interpretare.
Interpretazioni incredibili, scene quasi difficili da guardare.
Noah Jupe, che avevo amato in Wonder, é ora un attore eccezionale, che porta in scena un Amleto indimenticabile.


-sceneggiatura-

La vita di Shakespeare lascia lo spazio alla sua famiglia, gli ambienti quotidiani e intimi diventano centrali e riescono a muovere i fili di tutto il resto: carriera, scelte, ascesa.
La sceneggiatura, firmata dalla stessa regista, è equilibrata, graduale e aggressiva, cruda, non dimentica nulla, neanche le cose più scomode.


-fotografia-

I colori della natura  e la luce fredda, che sembra fortemente autunnale, vincono su tutto, in un'intensità struggente, conferendo al tutto un'atmosfera quasi fiabesca.
I costumi anche sono perfetti, non sembrano costumi.
Gli attori non sembrano recitare, le scenografie non sembrano ricostruzioni, veramente esemplare.
Il globe theater e le varie scenografie teatrali mi riportano alla mia grande passione.
Io amo, adoro, la produzione di Shakespeare.


Contro:

-come si può-

Come si può trovare un difetto ad un'opera che parla al cuore con tale sincerità e bellezza?



Voto: 10

Commenti

  1. Pensavo non potesse mai succedere... Ed invece un bel 10!!! Sono commosso.

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