Scary Movie 6 (M. Tiddes, 2026): Recensione

    



A distanza di tredici anni da Scary Movie cinque é uscito in sala il 4 giugno Scary Movie 6, anche conosciuto solo semplicemente con Scary Movie. Il film riporta sul grande schermo i protagonisti storici: Anna Faris, Regina Hall, Marlon Wayans e Shawn Wayans. Torna quindi in sala la totale parodia e lo fa sotto la direzione di Michael Tiddes. Fa ancora ridere questo genere? Parliamone.

-Analisi-

Scary Movie ha regalato ai millenials delle scene iconiche e che fanno ridere sempre. Battute come: "Io ho un sogno: avere un sogno", "é una veglia: é sveglia?!"e poi "germi miei!" sono immortali, e niente può raggiungerli. 

La critica alla società, al razzismo, all'illegalità, all'omofobia, passano attraverso,anche, la satira, e questo è lo scopo di Scary Movie da sempre, ma è ancora questo il modo giusto di comunicare,o meglio, è ancora questo il modo per arrivare al grande pubblico?

Pro:

- citazioni-

Ci sono delle parodie e riferimenti a film molto recenti (praticamente tutti quelli degli ultimi Oscar) che ho riconosciuto e molto apprezzato perché mi hanno fatto ridere, genuinamente.
Una battaglia dopo l'altra, nella prima scena con Teyana Taylor fa un sacco ridere, lei autoironica da morire, anche sul fatto di non aver vinto l'oscar.
I peccatori anche é una delle parti più divertenti e ben strutturate.
La citazione a K-pop demon hunters invece non mi ha convinto per niente.
Carina la sequenza su The Substance.

-effetto nostalgia-

Vedere il cast originale fa automaticamente sorridere, e questa operazione, così come moltissime altre nel cinema, puntano proprio a farsi ri-vedere dai vecchi amatori, parlando difficilmente ad una nuova generazione.

-The Help-
Regina Hall, simpaticissima, fa una citazione a The Help (film per cui Octavia Spencer ha vinto l'oscar) ed è iconica. Lei è il personaggio che fa più ridere di tutti: Brenda.
Contro:
-sceneggiatura -
É ovvio che le scene siano non sense e slegate, non mi aspettavo nulla di diverso.
Banale il riferimento a Mercoledì Addams, a Michael Jackson, trito e ritrito, e davvero, forse questo tipo di format ha finito di parlare al grande pubblico più di dieci anni fa, a tratti noioso.


Voto: 5

Commenti

Post popolari in questo blog

Cime tempestose (E. Fennell, 2026): Recensione

Frankenstein (G.Del Toro, 2025): Recensione

Due spicci (Zerocalcare, 2026): Recensione