Off Campus (L. Levy, 2026): Recensione

      



Una delle serie più amate dell'anno : Off Campus è su Prima Video.
Ci troviamo alla sua prima stagione, tratta dal primo libro della saga di Elle Kennedy.
La trasposizione per piccolo schermo è ideata e prodotta da Louisa Levy e diretta da vari registi nel corso degli 8 episodi, disponibili in streaming dal 13 maggio. Nel cast i giovanissimi under 30: Ella Bright (classe '06), Belmont Cameli (classe '98), Mika Abdalla (classe '00) e Stephen Kalyn (classe '98) nei panni di universitari che si barcamenano nella vita, gli amori e gli impegni quotidiani.

-analisi-

Quando di una serie si parla così tanto sui social e non solo io non riesco a mantenere la curiosità e devo assolutamente vederla, anche se non rientra nei miei generi preferiti.
Non amo le serie romantiche e tantomeno con sottotrame sportive, le "sport romance", ma Off Campus offre degli spunti interessanti.
Non è solo un luogo comune, ma cerca di affrontare tematiche delicate con una certa intelligenza.
Consenso, violenza, relazioni tossiche, lutto e precarietà sono perfettamente calate nella vita dei personaggi non rallentandoli ma anzi rendendoli più interessanti.
Nelle serie ambientate al liceo o all'università prima di tutto gli attori hanno trentacinque anni, e stavolta miracolosamente no, ci rendiamo conto?
I protagonisti di Off Campus sono dei ventenni esattamente come le persone che, canonicamente, frequentano l'università, già questo è un punto a favore.
La violenza non viene banalizzata o strumentalizzata ma viene usata come un escamotage per raccontare picchi di profondità e riflessione.
I personaggi non sono degli immaturi e fanno scelte ponderate, facendo un vero e proprio percorso di crescita.
Tutto ciò, in serie televisive con questo target, è raro.


Pro:



-non banale-

Ci sono degli schemi del romance che inevitabilmente tornano: inizialmente si odiano poi fingono di amarsi, poi si amano veramente, poi lui l'aiuta a superare le sue paure, lei fa lo stesso poi si lasciano per un motivo x e alla fine si rimettono insieme, e lui è uno sportivo donnaiolo. Ok, sta roba ci sta tutta, ma i personaggi hanno un passato, hanno delle ambizioni, studiano e lavorano sodo per raggiungere i loro scopi, e affrontano difficoltà serie nella vita. Si confrontano con situazioni limite, si fanno aiutare e allo stesso tempo vivono la giovinezza, almeno ci provano.


-scrittura-

Gli sceneggiatori hanno fatto un buon lavoro, non ho letto il libro, ma valutando la serie come opera a parte, di sicuro risulta più plausibile e genuina di molto altro che c'è in giro. I personaggi non vivono tutto e subito ma fanno un cammino, tutto è motivato e contestualizzato e anche le sottotrame non sono malvage. Nei primissimi episodi si parla di filosofia e si vedono delle vere e proprie lezioni, dopo aver seguito Euphoria, in cui la scuola è la grande assente, questo è un dettaglio importante.


-seconda stagione -

La seconda stagione è già in produzione ed avrà come protagonisti Allie e Dean, questo è sintomo di un prodotto che funziona e su cui si possono fare investimenti.
Sono contento che si proceda un lavoro che risulta buono e particolarmente valido soprattutto se confrontato con il resto che c'è in giro.


Contro:

-considerazioni-

Gli attori, che per carità sono molto giovani , ancora hanno difficoltà nelle scene drammatiche, non risultando sempre molto credibili ma talvolta grotteschi.


Voto: 7


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