Bad Apples (J. Etzler, 2026): Recensione
Uscito in Italia il 10 settembre, Bad Apples è passato quasi inosservato nei cinema, nonostante Saoirse Roman sia ormai un nome e una candidata all'Oscar quattro volte.
Diretto da Jonatan Etzler e coprodotto da Usa e Regno Unito, e con Jacob Anderson, Eddie Waller e Nia Brown, è stato presentato al Toronto Film Festival e ha davvero molte caratteristiche interessanti.
-analisi-
Maria, la nostra protagonista,fa un lavoro molto difficile: è una maestra.
La sua classe è un insieme di diverse culture, che molto rispecchiano la società britannica, e un ritrovo di bisogni e storie differenti, quindi ognuno ha le sue necessità, ma ce ne è uno che proprio non riesce ad esprimere il disagio con le parole : lo fa con il comportamento in generale.
Il piccolo Danny non fa altro che: disturbare, percuotere, rompere le scatole, interrompere la lezione.
La docente ci prova a contenerlo, ma proprio è al di sopra delle sue capacità, e non le viene affiancato nessuno in quanto la scuola non ha i fondi per pagarlo.
In una serie di sfortunati e bizzarri eventi Maria si ritrova a chiudere, per mesi, il suo alunno nello scantinato.
Avere Danny lontano dalla classe permette per la prima volta a lei di farsi valere come maestra e a molti alunni di crescere a livello di apprendimento.
Male necessario?
No, solo una bizzarra commedia nera che riflette sulla nostra società, su studenti che vengono ancora classificati in "serie A" e "serie B" e mentalità egoistiche per cui conta solo il "mio" e guardo solo "il mio orticello" e del resto, anche se soffre o è lontano: che me ne importa?
Da professore posso solo che consigliare la visione, con mente aperta e testa pronta al paradosso.
Pro:
-Ronan-
L'ho vista veramente in tanti film, diretta da Peter Jackson in Amabili resti (uno dei miei film preferiti), da Greta Gerwig in Piccole Donne e Lady Bird, o ancora diretta da Josie Rourke in Maria regina di Scozia, ma quello che mi ha colpito di più è sicuramente Espiazione di Joe Wright, con cui a soli 13 anni ha ricevuto una nomination all'Oscar.
Fa sempre progetti interessanti,non è ancora super famosa ma forse semplicemente non vuole esserlo, è di rara intensità e dalla bellezza irlandese.
Veramente una delle più bravi attrici della sua generazione (è nata nel 1994).
Qui si mette alla prova in un ruolo complicato e fraintendibile, tra humor inglese e performance drammatica, davvero notevole.
-tematiche-
Un bambino che fa "il cattivo" a scuola spesso nasconde tanto disagio e tanto bisogno di amore e attenzione, Danny ne riceve solo quando sparisce,portando alla mobilitazione dell'intera comunità. Terrificanti le dinamiche descritte nel film, come la totale mancanza di empatia dei genitori degli altri studenti per la sofferenza del ragazzo, e la voglia spasmodica che solo il proprio figlio "cresca bene" e apprenda,in un'ottica decisamente non sociale e fortemente classista.
-ambientazioni-
La pioggia, le stagioni che scorrono,le divise hanno proprio un sapore di Europa del nord.
Il sistema scolastico qui descritto si nasconde dietro il conformismo ma è molto marcio,un po' come la società in generale.
Siamo tutti portati a provare empatia verso un bambino o un ragazzo in difficoltà, ma il film ci pone un grande quesito: e se dovesse danneggiare il mio di figlio?
E allora le divise ordinate servono a poco e nascondono, a stento, l'ipocrisia.
Contro:
-considerazioni-
Il film non ha avuto affatto successo io stesso l'ho visto al cinema quasi per caso: peccato!
Credo che non sia così "forte" da raggiungere i prossimi premi, Che se ci spero un po' per la Ronan.
Voto: 8



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