The Invite (O. Wilde, 2026): Recensione
Uscito in Italia il 16 settembre, The Invite è uno dei film più interessanti dell'autunno 2026 cinematografico, oltre ad essere un nome interessante per i prossimi oscar, e tra l'altro è nato in casa A24.
Diretto da Olivia Wilde, qui anche nei panni della protagonista, comprende nel suo stringato cast anche Penelope Cruz, Seth Rogen e Edward Norton. Una commedia grottesca ed irriverente di un'ora e 40 minuti da guardare in sala ma godibilissima anche a casa.
Parliamone.
-analisi-
Nella cultura cinematografica italiana, e anche Europea, i film ambientati nelle case o nei teatri di posa spesso trovano più spazio e sono più realizzabili in termini di costi.
Proprio per questo alcuni dei titoli più remunerativi degli ultimi anni in Italia hanno proprio un assetto simile, basti pensare a Perfetti sconosciuti (17 milioni di euro di incassi) o ancora al più recente Follemente (quasi 18 milioni di incassi).
Anche la Spagna cavalca quest'onda, e infatti The Invite è un remake di un film spagnolo e ha quell'aspetto così Europeo, eppure è ambientato a San Francisco.
Anche gli Usa ogni tanto si guardano dentro e non pensano solo a realizzare il blockbuster del momento, bensì, affrontano in modo più intimo e psicologico,i drammi familiari e le quotidiane sfide di una famiglia come tante, riuscendo a parlare a tutti, anche a chi non si rispecchia in certe esperienze di vita, ma che può facilmente iniziare una riflessione.
The Invite scava nei desideri inconsci,o nascosti, dell'uomo e della donna, presentando una coppia non in là con gli anni ma già alla deriva emotiva, ci mostra nervosismo, insoddisfazione, frustrazione della vita di tutti i giorni, vezzi all'apparenza inutili ma che ci fanno sentire realizzati, e lo fa con un occhio neutro, quello della regista, che scava con ironia e irriverenza, nella vita dei suoi personaggi ordinari ma straordinari.
Pro:
-Olivia Wilde-
Riesce a regalarci una regia davvero buona senza dimenticare la sua parte e il suo personaggio, il quale è arricchito con sfumature bellissime e tratti nevrotici davvero caratteristici, in soli quattro personaggi racconta tante esperienze diverse, e nel suo troviamo tutta la frustrazione di chi si piega alla monotonia, soffocando anche in parte ciò che di bello ha da dare.
Davvero un ottimo lavoro.
-Penelope Cruz-
Una parrucca orrenda, ma una buonissima interpretazione! In un film molto parlato e che non conta sull'effetto sorpresa di effetti speciali e sparatorie, lei con grande eleganza, rende un personaggio apparentemente algido, pieno di passato e con risvolti interessanti e tutt'altro che scontati! Come sempre una grande professionista.
-sceneggiatura-
La sceneggiatura scritta a quattro mani da McCormack e Jones, parla a qualunque coppia, ed è un caloroso invito a confrontarsi e a non fermarsi nella vita,ma capire cosa ci fa stare bene e cosa no.
In un film come questo, girato tutto nello stesso interno, interpretazione degli attori e ritmo della sceneggiatura sono vitali.
Contro:
-realismo-
Il film prende situazioni realistiche e le porta all'estremo, risultando grottesco in molti punti e oserei dire: ordinariamente surreale.
Può piacere o può sembrare una parodia del matrimonio.
Voto: 8



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