L'estranea (P. Strippoli, 2026): Recensione
Uscito in Italia l'8 ottobre, L'Estranea è il film italiano del momento, vista anche la notizia che sarà proprio lui a rappresentare l'Italia ai prossimi Oscar, quindi ci sono concrete possibilità che entri nella famosa cinquina del "Miglior film straniero" per il 2027.
Diretto da Paolo Strippoli (giovanissimo regista classe 1993) è uno dei film più interessanti dell'autunno 2026 cinematografico.
Con Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi. In meno di due ore fa scuotere anima e coscienza.
Parliamone.
-analisi-
Strippoli ci porta in una famiglia benestante, con una nuova casa, con bei corpi e bei vestiti, party sensazionali nell'Italia di fine anni '90.
Ma subito rompe l'incantesimo.
Anche alle famiglie più belle, più invidiate, più emulate, può succedere la tragedia e l'imprevisto può rompere l'equilibrio.
La madre di questa storia, Anna, raggiunge continui compromessi per evitare che le cose vadano nel modo peggiore possibile, per salvaguardia dei figli, per salvaguardia delle apparenze e per non avere un giudizio negativo dal prossimo.
La vita, così come questo film, è un continuo bivio, un insieme di libero arbitro, destino e casualità, e fa un po' paura ma di sicuro fa tanto riflettere.
Un singolo avvenimento può di certo condizionare tutto ciò che seguirà, portando a scegliere il male minore, pur di andare avanti.
Ci si può fidare di chiunque in un momento di disperazione ed aggrapparsi a fede, ciarlatani...e anche al male.
Pro:
-Cast-
Personaggi caratterizzati come raramente succede nel cinema italiano.
Anna con le sue liquirizie e il suo modo di scansare il viso del figlio, Walter e il suo modo di mangiare, L'estranea e il suo modo di fumare.
Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi si vede che hanno abbracciato l'idea del regista e l'hanno perseguita rinunciando a comodità o scelte banali.
Veramente un cast d'eccellenza.
La Trinca spezzata ma forte.
Giannini stereotipo del padre dedito a lavoro e soldi, che non sa come vivere senza.
La Tedeschi, crudele ma dolce, delicata ma feroce, una zia che viene con una busta piena di soldi alla tua laurea ma che appena parla ti spaventa.
Che casting meraviglioso.
Anche Romana Maggiora Vergano, figlia della Cortellesi in C'è ancora domani,dimostra grande preparazione e intensità.
-sceneggiatura-
La penna di Strippoli e De Chirico è infarcita del melodramma familiare all'italiana, e ci sta, ed è bellissimo. I problemi dei figli, i segreti, le dinamiche matrimoniali sono il quadro perfetto...ma la cornice horror, terrificante e ansiogena è la vera particolarità. Equilibrio perfetto, finale incredibile, nulla di scontato.
-aspetti tecnici-
La fotografia calda delle feste in giardino, i costumi perfetti per ogni personaggio, la fotografia fredda dell'ospedale, dove ahimé si svolgono varie sequenze, e i colori bluastri di Roma sotto la pioggia, danno un'anima variegata al film, che racconta un'unica storia, ma con tanti aspetti diversi.
Un lavoro sopraffino.
Contro:
-troppo?-
Il film mi è piaciuto molto, tuttavia ho dovuto distogliere lo sguardo talvolta.
La scena in particolare della sala parto mi ha distrutto, anche se molto breve, colpa di alcune esperienze personali.
Forse avrei evitato alcune sequenze un po' troppo crude.
Voto: 9



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