Primetime (L.Oppenheim, 2026) : Recensione
Diretto da Lance Oppenheim, uscito in sala il 15 ottobre, Primetime è il primo film del regista e il terzo film importante di quest'anno con Robert Pattinson come protagonista (The Dreams, L'odissea e attendiamo a dicembre Dune parte 3).
Nel cast anche : Merritt Wever e Skyler Gisondo. Il film parte da una storia vera, quella di Chris Hensen e del suo programma dei primi anni 2000 To Catch a predator.
Parliamone.
-analisi-
Si guarda un lungometraggio ma si percepisce "programma televisivo", perché la bravura del regista riesce a ridimensionare: spazi, qualità dell'immagine e tempi.
Primetime riflette su una tendenza, ormai della televisione mondiale, del sensazionalismo a tutti i costi, in cui viene mostrato tutto pur di avere un'alta percentuale di share.
In cui nudo, morte o sofferenza sono solo qualcosa che può attirare e non allontanare.
Il programma di Hensen è terribile e crudo, e a volte la morale che c'è dietro semplicemente si perde, viene oscurata dalla voglia di essere visti, guardati e notati, credendo quasi di star facendo una missione umanitaria contro i criminali della storia. Tutta questa critica agli autori televisivi e alla strumentalizzazione della sofferenza arriva forte e chiara.
Pro:
-Robert Pattinson -
Un attore che ha rinnegato il suo passato cinematografico anche piuttosto apertamente (per anni è stato conosciuto dai più per il suo ruolo del vampiro Edward Cullen nella Twilight Saga, filone che all'attore inglese non ha mai entusiasmato) e che si è rimesso in gioco completamente.
Ha recitato quest'anno nel bellissimo The Drama, e nel campione d'incassi L'odissea di Nolan.
È destinato a far parlare ancora tanto di lui, e sono sicuro che questa interpretazione convincerà anche gli scettici.
Davvero uno degli attori più interessanti degli ultimi anni.
-tematiche-
Il filo sottile tra inchiesta e sensazionalismo a tutti i costi è davvero sottile. Primetime riesce a trasmettere il dilemma etico dietro ogni scelta con estrema chiarezza. Anche oggi la TV punta su immagini di morte e distruzione, ma lo fanno ancora di più i social, scrollando ormai possiamo imbatterci in qualsiasi cosa. Rischiamo di desensibilizzarci?
-ritmo-
Aiutato dal taglio televisivo Primetime scorre benissimo, mettendo una dietro l'altra situazione diverse, tenendo sempre viva l'attenzione, complice un montaggio serrato.
Contro:
-durata-
La sensazione è che qualcosa sia stato tagliato.
Il film per quanto abbia tra le mani qualcosa di grosso ed importante,non sembra andare fino in fondo.
Alcune cose vengono avviate e lasciate lì o mai approfondite.
Tutto questo fa pensare seriamente che non tutto il girato sia stato preso in considerazione, per carità, cosa comune, ma sarebbe stato bello non percepirlo.
Voto: 7,5



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