Serie made in Italy che non solo ha riscosso un successo strepitoso, e secondo me inaspettato, ma é diventata quasi un cult (con diari, zaini e uova di Pasqua annessi), diffondendo consapevolezza, portando al successo tantissimi giovani attori italiani ed é anche un fenomeno "internazionale" con trasposizioni varie.
Sono stati diffusi su RaiPlay il 12 marzo i primi 6 episodi, gli ultimi dei dodici episodi sono online dal 26 marzo, su RaiPlay, mente da martedì 26 marzo sono anche in chiaro su Rai Due.
La quinta stagione, ormai terminata, ha riscosso il successo sperato, facendo davvero un lavoro intenso e che ormai da anni riesce sempre a rimanere sul pezzo.
Nel cast: Maria Esposito, Carmine Recano, Antonio d'Aquino, Domenico Cuomo, Giuseppe Pirozzi, Clotilde Esposito, Giovanna Sannino e non solo, oltre a nuovi personaggi, che hanno sviluppato nel corso degli ultimi episodi una storyline davvero interessante.
Ecco la mia recensione della prima parte della nuova stagione: Qui.
-analisi-
Mare Fuori é una produzione che già dal 2020 fa faville, arrivata alla quinta stagione. Complice lo stile fresco, le storie interessanti e la distribuzione anche su Netflix, che ha permesso anche a chi é meno avvezzo alla TV generalista di fruire della serie.
I personaggi iconici delle prime stagioni non ci sono più e aleggiano solo tra le battute dei personaggi o nei sogni e nei flashback.
Flippo, Carmine, Edoardo, Ciro e Naditza, interpretati rispettivamente dai giovanissimi (all'epoca poco più che ventenni): Nicolas Maupas, Massimiliano Caiazzo, Matteo Paolillo, Giacomo Giorgio e Valentina Romani, rimangono iconici e sono, a mio parere, indimenticabili.
Mare fuori nasce per parlare della dura realtà giovanile campana, dei loschi giri in cui i ragazzi, ancora minorenni, vengono coinvolti per onore, per famiglia...per nascita. Nel carcere arrivano però persone da tutta Italia, anche dal nord, mostrandoci che i giovani sono giovani e possono sbagliare, a prescindere da dove nascano.
La rieducazione del giovane é alla base della serie, gli educatori si battono per ri-dare ai giovanissimi una speranza.
La serie, tirata un pochino per le lunghe, fa fatica ma non troppo, e riesce a mantenere un buon ritmo.
Pro:
Quelli che inizialmente non mi avevano convinto del tutto si sono rivelati personaggi centrali. Bellissima e centrata la parte dei due ragazzi milanesi, interpretati da Francesco Luciani e Francesco Di Tullio, entrambi giovanissimi (17 e 23 anni), che riescono a essere così odiosi, così detestabili, da aver di certo raggiunto lo scopo per chi sono stati scritti, un valore aggiunto dal sapore di antagonismo.
-storyline di Cardiotrap-
Di certo una delle storie più interessanti e che con cui si può più facilmente empatizzare. Il sogno di Gianni sembra improvvisamente quella del nostro fratello minore, di nostro figlio o di un nostro studente.
Il sogno della musica é così puro e urgente da farci tutti sperare che riesca a farcela.
Bravissimo Cuomo nella parte.
-spessore-
La trama é Rosa Ricci centrica, con un continuo arricchirsi della storia della sua famiglia e che riguarda relativamente la vita dentro al carcere.
Bravissima Antonia Truppo, nel ruolo della signora Ricci, madre sparita della protagonista, sempre intensa e dalle performance ineccepibili, l'avevo adorata in Nata Per te.

-alcuni personaggi-
Nonostante sia un discreto attore Antonio De Matteo ha un personaggio molto più viscido di tanti villain della storia. Odioso sin dalla prima stagione e corrotto in modo poco realistico, anche perché la fa sempre franca.
Anche Diego Dobermann, interpretato da Salahudin Tijani Imrana, é stato sacrificato per tutta la stagione, in una deriva insopportabile del suo personaggio, che fa la stessa cosa in ogni puntata.
Voto: 7,5
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