Uscito nelle sale cinematografiche italiane l'11 gennaio Chi segna vince (Next goal wins) del regista Taika Waititi, il quale compare anche nel film nel ruolo del prete, è stato accolto in modo tiepido in Italia, ma è rimasto in top 10 ogni giorno, per ora, sfiorando il mezzo milione di incasso. I film che stanno ottenendo ancora risultati ragguardevoli sono: Wonka con oltre 13 milioni di euro (recensione QUI), Wish, con quasi 9 milioni (recensione QUI) e Il ragazzo e l'airone, che continua la sua ascesa sempre primo al box office e ha superato i 5 milioni di incasso (recensione QUI).
Spero che il passaparola dia una migliore possibilità a questo titolo, che è forse stato penalizzato dall'ingiusta esclusione dalle nomination ai Golden Globe. Ho letto che inizialmente il ruolo di Alex Magnussen era stato interpretato da Armie Hammer, che in seguito alle accuse di molestie è stato rimpiazzato da Will Arnett, quindi parte delle scene sono state girate di nuovo, a questo è dovuto il ritardo di uscita del film, già ultimato tre anni fa.
-analisi-
Non posso esimermi dal fare qualche spoiler nell'analisi del film.
Michael Fassbender, leader e protagonista assoluto del film, interpreta Thomas Rongen, ex giocatore di calcio ed allenatore appena licenziato a cui viene affidata la peggior squadra del mondo: le Samoa Americane, reduci di una sconfitta 31-0 contro l'Australia.
Questo viaggio oltreoceano è una doccia fredda per il protagonista, che accolto un po' come una star un po' come un nemico bianco "colonizzatore", deve mettersi in discussione: affrontare la fine del suo matrimonio, ma principalmente la morte di sua figlia, informazione evidente ma ben celata fino alla fine del film.
L'elaborazione del lutto di Thomas è lenta, difficile, come lo è quella del suo divorzio, indossa infatti sempre la fede e presenta l'ex moglie come "sua moglie", sebbene lei stia con un altro uomo.
Il punto più basso della vita del protagonista diventa un'evidenza: si può solo risalire.
Si possono riscrivere: abitudini, necessità, modi di pensare.
Si possono abbattere gli stereotipi, trovando in una ragazza transgender l'immagine di sua figlia, nella preghiera una forma di comunicazione, nello sport un...gioco.
Spogliandosi di ogni certezza Thomas riscostruisce se stesso, salendo un gradino alla volta, e noi affrontiamo questo percorso di formazione insieme a lui e facciamo il tifo per lui, per la sua squadra anticonvenzionale e sgangherata.
Ma parliamo dei pro e dei contro.
Pro:
-Michael Fassbender -
Fassbender ha avuto il suo momento più alto per pellicole come A dangerous method, il pluripremiato 12 anni schiavo e Bastardi senza gloria.
Ha spesso affrontato parti da antagonista, personaggi oscuri, controversi (ninfomane, schiavista, pervertito) e qui lo troviamo in un film che è almeno per buona parte, una commedia.
Trasformato da un parrucchino biondo platino, che lo rende interamente color carne, in pantaloncini e dalla faccia sempre arrabbiata è qui in una parte interessante, più leggera del solito e che sicuramente l'ha messo molto alla prova.
La sua interpretazione è ottima e avrebbe di certo meritato una nomination ai Golden Globe.
-sceneggiatura-
Ho sicuramente apprezzato la firma di Taika Waititi di più in altri progetti, ad esempio ho molto amato il suo Jojo Rabbit, ma anche qui mi piace la sua ironia, la sua leggerezza quando parla di tematiche molto importanti come: fede, omofobia, lutto e razzismo.
Lui è molto presente, sia perché recita nei suoi film, sia perché un suo lavoro si riconosce anche solo dal trailer, meglio come sceneggiatore che come regista.
Bellissima la scrittura del trauma principale del nostro protagonista, che si svela piano piano, fino alla sua massima espressione nella partita finale.
La sceneggiatura è in crescendo e aiuta molto lo spettatore ad immedesimarsi.
-tematiche-
Ho apprezzato l'approfondimento relativo alla prima giocatrice transessuale: Jayah Saelua, la sua storia vera è stata trattata con estrema delicatezza, e il suo personaggio si rivela essere la chiave di svolta di tutto il film, anzi, è proprio lei la persona verso cui Thomas, dopo una prima impressione negativa, direziona il suo istinto paterno e protettivo, chiamandola addirittura come la figlia.
Interessante.
Contro:
- regia -
Waititi scrive, dirige, fa la caricatura del prete, è un po' onnipresente e la regia perde assumendo un'impronta troppo personale, secondo me Taika è egocentrico.
Anche lo stesso trailer parla del regista, e all'inizio del film, totalmente a caso, parla in camera e fa il narratore.
Che vuoi un applauso?
Mi piace la sua scrittura, come ho detto nei pro, ma la regia è troppo presente.
-trailer ingannevole?-
Il trailer è chiaramente quello di una leggerissima commedia sportiva, piena di gag e di momenti di divertimento, ed in parte lo è, ma chi si aspetta solo questo si sbaglia, infatti il film è molto di più.
Il pubblico potrebbe quindi rimanere piacevolmente sorpreso, come me, o rimanere, facilmente, deluso.
Voto: 7,5
Davvero bello! Sono andato a vederlo senza molte aspettative ma sono uscito dalla sala piacevolmente emozionato, mi è piaciuto molto.
RispondiEliminaNonostante la tua accurata recensione nell'articolo mi viene sempre in mente un film: sognando Beckham, non so il perché 😁, comunque Nonostante le tematiche molto interessanti è un film che non mi attira per niente, so che parto prevenuta, rimane comunque il fatto che non andrei(andrò)a vederlo. Sorry!
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